Caso Cucchi: indagati altri due carabinieri, padre e figlio

Finiti altri due carabinieri nel registro degli indagati, accusati di false informazioni al pm. Si indaga inoltre sulle correzioni apportate al report del fotosegnalamento

Prosegue l’inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi, avvenuta otto anni fa. Nel registro degli indagati, accusati di false informazioni al pm, si aggiungono ora anche i nomi dei marescialli Enrico e Sabatino Mastronardi, padre e figlio. Essi avrebbero infatti mentito sul loro coinvolgimento nel caso: il primo negherebbe di aver ascoltato la confessione di Roberto Mandolini, comandante della stazione Appia, sull’aggressione del giovane Cucchi; il secondo, di aver visto il geometra malconcio per le botte subite. Da qui la contestazione di false informazioni al pm.

Un’altra novità proviene dalle indagini sul registro di foto segnalamento: elenco che all’epoca sarebbe stato volontariamente occultato dai militari per nascondere le tracce del passaggio di Cucchi alla stazione Casilina, luogo dove il giovane sarebbe stato picchiato. Il contenuto del registro non è ancora noto, ma di certo ha la sua importanza nella vicenda. “Non fotosegnalato in quanto inveiva contro gli operanti”: frase in seguito cancellata, ma che dimostra che Cucchi passò per quella stazione. Secondo gli inquirenti, Cucchi venne picchiato sul luogo, e quando i militari si accorsero di aver esagerato fu deciso di cancellare ogni passaggio del geometra presso la stazione Casilina, falsificando il rapporto col bianchetto. Tutto per cancellare le prove del coinvolgimento dei tre presunti aggressori, i militari Francesco Tedesco, Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro. (L’UNICO)

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