Chi era (veramente) Lev Tolstoj?

La sua dottrina morale era rigorosa: astensione da alcol, tabacco, carne e sesso senza amore

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di Paolo Dragonetti Rutili

Continua la mia ricerca alla Sherlock Holmes sul personaggio. E la conferenza al Centro di Scienza e Cultura mi ha dato una mano.
Se si chiede a un italiano su Tolstoj la risposta è: “Ho letto Guerra e pace. L’autore di Guerra e Pace, il famoso scrittore, però a me piace Dostojesky” o nelle parole di una nota slavista: “Tolsotoj è famoso, ma il grande genio della letteratura russa è Dostojesky, Tolstoj lo invidiava perché tardava anni a scrivere i suoi romanzi mentre Dostojesky li finiva in meno tempo”.

Se si chiede a un russo, “il nostro grande scrittore, a me piace (nomi meno noti qui), un conte che faceva una bella vita e gli piaceva giocare e perdere soldi”. “Un caratteraccio povera Sofia (la moglie)”. “Nel nostro paese la sua era considerata una setta, c’è questa leggenda” ecc. Il comune denominatore di tutti è “pesante”, “palloso” perché l’hanno dovuto leggere a scuola. Su Dostojesky non ho trovato ancora nessun russo (non ne conosco tanti) che lo ami.
Bene, Tolstoj odiava i suoi capolavori (nel mondo i personaggi di Guerra e Pace o A.Karenina hanno fatto sognare tutti, e sono i film più brillanti ispirati alla letteratura russa), diceva che non avevano alcun valore “tutti parlano delle mie opere ma nessuno parla della mia dottrina morale, di quello che dico”.
Qualcuno può pensare che “Guerra e Pace” sia un omaggio epico alle gloriose gesta dell’esercito imperiale di tutte le Russie contro l’invasore Napoleone. E invece la battaglia di Borodino viene vissuta nel romanzo come una sciagura umana (eppure fu una vittoria dei russi!.. e costerà la vita al protagonista del romanzo Andrej Bolkonskj già ferito ad Austerlitz). Tolstoj aveva partecipato, credo come sottoufficiale, nella guerra di Crimea e aveva visto gli orrori della guerra. Era un pacifista. Torniamo al protagonista. Nell’800′ Tolstoj godeva già di fama mondiale. Jasnaja Polyana (la sua dimora in campagna) fu visitata da grandi personaggi letterari/politici. Il suo libro “La morte di Ivan Ilich” lo lesse Maupassant e ne rimase meravigliato. Tolstoj era così famoso che un editore americano gli offri 4.000 rubli x 1/2 pag. di un romanzo ancora non scritto e per 3 pagine 10.000 rubli. Dostojesky si lamentava perché prendeva meno onorari di lui (10.000 rubli valeva un’opera intera di Dostoiesky. Da pensare che 4.000 rubli era lo stipendio annuale di un funzionario imperiale).
Nell’800 era la persona “più libera” in Russia, si prese la licenza di inveire contro tutti (Stato, Chiesa, sistema d produzione, la società…) e molti russi chiedono allo Zar di farlo tacere e non ci riescono. Alessandro III disse ” non trasformiamo Tolstoj in un martire perché è un boia”. In seguito l’editore
di Chekov disse “In Russia abbiamo due Zar, Tolstoj e Nicola II”. Fece vacillare il trono di Nicola II, ma non era un Bakunin. Era un uomo religioso e il fatto che scriveva allo Zar indica che non avrebbe voluto la sua morte, ma un cambiamento (come Chateaubriand in Francia). In seguito Tolstoj
fu strumentalizzato dalla propaganda sovietica e si consentì alla figlia il privilegio della proprietà privata di Jasnaja Polyana. Nonostante ciò la figlia, in occasione di una conferenza in Giappone sulla memoria del padre, si esiliò volontariamente e non tornò più nell’URSS.
Nel 1881 Tolstoj, scrisse un documento nel quale rinunciava al copyright, ogni sua opera doveva circolare liberamente in Russia e nel mondo, le opere devono appartenere all’umanità. Questa idea si opponeva alla legge russa, e si oppose anche la moglie perché chiedeva al marito di
pensare ai loro figli, al loro futuro. In questo momento entra nella sua vita Chertkov e lo segue nel suo proposito filantropico (es. sul copyright). Per 20 anni dura questo legame tra i due. Dopo Chetkov sarà inviato in esilio alla fine dei 90’ in Inghilterra. Tolstoj si vendica e scrive “La Resurrezione” nel quale attacca il sistema d oppressione e in due capitoli critica la liturgia russa. Per questo nel 1901 la Chiesa Ortodossa lo scomunica accusandolo di essersi allontanato dalla Chiesa, questa scomunica lo accompagnerà per il resto della sua vita e fu la causa della mancata messa funebre (che per sua volontà neppure voleva). Tanti chiesero la revoca fino al 2010, ma la risposta d Patriarcato è che non si può celebrare una messa citando alcune verità dogmatiche che Tolstoj rifiutava (es per Tolstoj la Trinità non può essere accettata da un intellettuale razionale). La moglie Sofia soffrì per questa scomunica. Tolstoj in un bosco redige il su testamento segreto su un tronco d’albero con tre testimoni nel quale cede tutto all’umanità (si parla di 10 milioni d rubli in oro. Per la legge russa si può nominare erede un esterno, ma è facilmente impugnabile). Alla fine per pressione della moglie l’eredità finirà alla figlia minore. Sofia Andreevna, la
moglie (dipinta in un film inglese come una isterica che urla dalla mattina alla sera con il marito e interpretata da Helen Mirren, è una donna buona che volle sempre bene al marito ma aveva una mentalità più commerciale, come Anna Dostojesky). Prima ho accennato al fatto che Tolstoj si lamentava di essere apprezzato per le sue opere che non reputava venerabili e non per ciò che predicava. La sua “dottrina” morale è rigorosa: astenersi da alcol e tabacco, non mangiare carne e astenersi da atti sessuali (senza amore); Rousseau è un punto di riferimento per lui. Nella “Sonata a Kreuzer” scrisse un “trattato” sul matrimonio, se non esiste l’amore e solo odio come può esistere il matrimonio. In “Anna Karenina” riflette questo pensiero. Fino al 1917 in Russia non esisteva il divorzio. Sono dell’idea che in ogni sua opera c’è un “pezzo di Tolstoj”, del suo pensiero. Nel libro che sto leggendo “I cosacchi” (poco noto) Olenin è un sottoufficiale imperiale (Tolstoj era sottoufficiale nella Guerra d Crimea) che lascia alle spalle la sua vita moscovita e idealizza una nuova vita nel Caucaso tra i Cosacchi. Tolstoj e Dostojesky erano gli scrittori più noti del tempo, come mai non si conobbero? L’aneddoto è che si trovarono una sola occasione nello stesso posto alla conferenza, nel salotto Gorodok, del filosofo Solovev. La sala era colma e avevano un amico in comune, Strachov. Eppure non si incontrarono. Molti anni dopo la vedova Anna Dostojeskaya in visita a Jasnaja Polyana per trovare Sofia Andreevna, accettò la richiesta di quest’ultima. Vuoi conoscere mio marito?”. Ne era rimasta sconvolta che Tolstoj non volle conoscere il marito.
Alla fine della conferenza al Centro della Scienza e Cultura Russa ho detto a Padre Grygory, l’autore “un personaggio che attacca tutto e tutti, irascibile, stravagante e scomunicato può essere così apprezzato?”. La sua risposta: “Lei se torna in Russia vuole andare a Jasnaja Polyana? Ci vada! Non
rinunci ad andarci. Scopra Lei da solo chi era Tolstoj e le consiglio di leggere il suo Diario per molto tempo rimasto segreto”.

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