Qui ci vuole una figura terza per la Terza Repubblica

Ci siamo affidati ai Papi, ai padri, ai padrini e ai padroni. Adesso è l'epoca dei papà. L’Italia è una vecchia signora interdetta e incapace. Che ha bisogno di badanti, tutori, garanti, che innalzino la responsabilità sulla rappresentatività.

di Riccardo Corsetto
La nascita della Terza Repubblica non poteva che avere una figura terza, come presidente del Consiglio. Caratteristica che rende il passaggio epocale quasi superfluo. In verità è la nostra Costituzione che dalla morte del fascismo predilige le figure terze rispetto ai capi. Il motto dell’epoca è meglio i garanti dei governanti. Anche adesso che finalmente due nuove forze politiche “rivoluzionare” scardinano il sistema paludoso delle concertazioni di palazzo, ci vedremo costretti a genufletterci al destino imposto del tutore nazionale. Pensiamoci bene, in settant’anni, dalla Seconda Guerra, siamo passati dall’ossessione del dittatore alla mania del di-tutore. Per non voler più essere un paese dell’arbitrio siamo diventati un paese di arbitri. Tutto fischietto e niente gioco. Un Paese che all’azione preferisce la VAR.
L’Italia è una vecchia signora interdetta e incapace. Che ha bisogno di badanti, tutori, e garanti che innalzino la responsabilità sulla rappresentatività. Eppure in certe situazioni il cambiamento richiede coraggio. A volte anche rischio. Lo insegnano gli imprenditori e la vita. Non si può crescere senza rischiare. Non c’è un modo sicuro di vivere. Possiamo sottoscrivere polizze di ogni tipo. Il rischio zero non c’è. Ci sono momenti storici che impongono coraggio e meno prudenza. Questa Terza Repubblica, che vede Di Maio e Salvini alla ribalta ma oscurati da una anonima figura terza è l’apoteosi del nostro complesso italiano. Ci affidammo al Papa, poi al padre, poi fu il tempo dei padrini, in fondo mai tramontato, negli anni ’90 fu il tempo del padrone. Adesso è il turno del papà. Un papà da fiction televisiva, rassicurante e garante. Che non significa garantista, ma semplicemente equidistante.
Ecco, ho trovato il nome del prossimo capo di governo. E’ Sigmund Freud.