Corto circuito: gli attivisti occupano l’assessorato al Bilancio

Nunzio D’Erme, portavoce del Corto Circuito: "Ci avevano promesso un tavolo, ma alle parole non sono seguiti i fatti" dichiara

“Solo promesse, niente fatti” è questo lo slogan degli attivisti del Corto Circuito che, a due mesi di distanza dai sigilli posti allo storico centro sociale di Cinecittà, hanno occupato l’Assessorato al Bilancio. Tanti striscioni e una balla di paglia posta al quarto piano della “Casa della Città” che ospita gli uffici capitolini, a simboleggiare la struttura messa sotto sequestro.

“Siamo stanchi di aspettare – dichiara Nunzio D’Erme, portavoce del Corto Circuito -. Ci erano state fatte delle promesse da parte dell’Assessore, Andrea Mazzillo e del Presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito. Doveva esserci un tavolo inter-istituzionale, in cui sarebbero dovuti intervenire anche l’Assessore alle politiche sociali, Baldassarre e Luca Bergamo, alla Cultura. L’impegno era di incontrarci nell’arco di un mese, per riassegnarci lo spazio dove siamo. Ma sono passati due mesi ed alle parole non sono seguiti i fatti e quindi abbiamo deciso di occupare l’Assessorato di Mazzillo”.

La protesta è partita dalle 9 di stamattina contro le promesse non mantenute da parte del Campidoglio. Dopo la manifestazione di piazza, che ha visto un migliaio di cittadini sfilare per Cinecittà a sostegno del centro storico e sociale italiano, non si sono registrate novità.

Nunzio D’Erme, spiega: “La palestra popolare resiste con difficoltà, come anche il campo di calcetto dove si allenava la squadra dei Birilli, composta prevalentemente da bambini rom che ha risentito di questa situazione”. “Non riusciamo ad accendere i fari ed ormai fa buio alle cinque e non ce ne andiamo – sottolinea un’attivista – finché non abbiamo avuto un incontro risolutivo”.

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