Colombo, asfalto dissestato e radici causa della morte di Luca Miozzi

Sono in corso le indagini da parte della Procura sull’incidente avvenuto sulla Cristoforo Colombo il giorno di Santo Stefano. Il 17enne avrebbe perso il controllo della moto a causa delle pessime condizioni dell'asfalto

Strada sconnessa e radici sarebbero, con ogni probabilità, i responsabili della tragedia avvenuta il giorno di Santo Stefano, che ha provocato la morte del 17enne Luca Miozzi sulla Cristoforo Colombo, a Roma, mentre era in sella alla sua moto.

Un’ipotesi difficile da accettare per i familiari della vittima, ma che arriva sempre di più a combaciare con la verità nel proseguire delle indagini. La Colombo presenta asfalto sconnesso anche su quel tratto di strada, a causa delle radici degli alberi. Inizialmente, secondo le fonti ufficiose, si credeva che Luca avrebbe sbandato per evitare un sasso presente sulla strada, finendo di conseguenza contro l’albero. Si è poi scoperto che quel sasso, in realtà, era finito in strada a seguito della caduta.

Come ipotesi principale, dunque, resta l’idea che a far perdere il controllo della moto sia stato l’asfalto, reso sconnesso dalle radici dei pini. La polizia locale avrebbe anche riportato in procura una relazione sulla pericolosità della strada, secondo quanto riportato da Repubblica.

Non è la prima volta, comunque, che parte una denuncia per segnalare la pericolosità delle radici. “Oramai le radici dei pini hanno conquistato le corsie di riposo laterali e ci costringono ad esporci alla follia delle auto che vanno ben oltre gli 80 chilometri orari  previsti – dichiarava l’11 novembre scorso Gianfranco Di Pretoro, Responsabile piste ciclabili e viabilità della Federazione ciclistica italiana Lazio –Poi quei guardrail piegati ti trasmettono l’orrore che si vive sulle strade veloci ogni giorno”.

Anche Sicurinstrada mette in guardia, puntando il dito contro la mancata manutenzione dell’asfalto, che avrebbe provocato la crescita di radici che rendono instabile i tratti di strada. Abbastanza, insomma, da far perdere il controllo del proprio veicolo e schiantarsi sull’asfalto in modo a volte irreversibile, come dimostrato dal giovane Miozzi. (L’UNICO)

Lascia un commento

commenti

CONDIVIDI
Articolo precedenteCanili di Roma: nessuna speranza di sanare entro il 2016. Earth invia esposto
Articolo successivoTrullo, un uomo colpito al volto con un coltello
Nato a Polistena (RC) nel 1987, ha conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione presso l’università di Roma Tre. Le sue passioni sono la lettura, il cinema, i videogiochi e i fumetti. Ha iniziato a scrivere racconti fin dal liceo per un forte bisogno di comunicare e, allo stesso tempo, di interpretare il suo mondo interiore.