Colosseo, nuovo sistema di videosorveglianza e più illuminazione

Prosperetti annuncia le nuove misure di sicurezza previste per il monumento. Incremento dell'illuminazione e un nuovo sistema di sorveglianza entro febbraio. No alla vigilanza privata: "E' un'ipotesi che possiamo scartare, perché il presidio c'è, si tratta di integrarlo, non possiamo pensare di schierare intorno al Colosseo un permanente girotondo di personale" dichiara

Oltre all’incremento dell’illuminazione entro il mese di febbraio sarà completamente rinnovato il sistema di videosorveglianza. E’ quanto emerge dall’ultimo vertice in cui si è discusso dell’implementazione dei progetti di sicurezza relativi al Colosseo, dopo gli ultimi fatti di cronaca, che hanno visto il monumento subire un tentativo di accesso da parte di due giovani turisti brasiliani e un atto vandalico con le scritte “Morte” e “Balto” impresse nelle colonne.

Al vertice hanno preso parte, oltre al soprintendente speciale per il Colosseo, Francesco Prosperetti, rappresentanti della Prefettura, del Campidoglio, dei carabinieri, dell’esercito e della polizia.

“Il Comune  – afferma Prosperetti – ha confermato che, insieme all’incremento dell’illuminazione, entro febbraio sarà totalmente rifatto il sistema di videosorveglianza, che finora non copriva per intero gli angoli morti del Colosseo. Il sistema sarà più efficace dell’attuale anche perché le immagini saranno replicate verso la sala operativa della Questura. Quindi, avremo finalmente un controllo efficace tutto intorno al Colosseo”.

Sulla questione relativa al malfunzionamento del sistema di videosorveglianza del Colosseo Prosperetti ha dichiarato: “Se potrebbe esserci il rischio di una falla nelle immagini delle persone che hanno imbrattato il monumento la notte tra domenica e lunedì? Non lo so, non lo manovro io il sistema, di fatto sembra esserci stata, ma lo lasciamo dire ai poliziotti”.

Prosperetti ha poi proseguito, parlando di un nuovo sistema di dissuasori. “Si tratta di un anello di colonnine e catene messe a una distanza di circa cinque metri dalla facciata esterna del Colosseo e che identificherebbero la zona da non oltrepassare. È una barriera solo visiva, ma chi la oltrepassasse verrebbe rilevato da un sistema elettronico di dissuasione che darebbe immediatamente il segnale dell’intrusione sia alla centrale operativa che al gabbiotto sulla piazza, dando possibilità immediata di intervento di giorno e soprattutto di notte. Sarebbe un sistema d’identificazione dell’eventuale effrattore”.

Sul tema della vigilanza privata e della possibilità, dunque, di appaltare la gestione della sicurezza del Colosseo ad un’azienda privata, Prosperetti ha escluso fermamente questa soluzione. “E’ un’ipotesi – afferma – che possiamo scartare da subito, perché il presidio c’è, si tratta di integrarlo con una strumentazione adatta a facilitarne il compito, ma non possiamo pensare di schierare intorno al Colosseo un permanente girotondo di personale. Se ci sarà un incremento di uomini delle forze dell’ordine? No, il presidio è già cospicuo, si tratta di dare gli strumenti per essere efficace”.

A conclusione Prosperetti si è espresso sui costi del piano per la messa in sicurezza del Colosseo. “Per quanto riguarda la difesa passiva del monumento, – ha spiegato – il costo spetta a noi, il piano economico lo stiamo facendo. Prima di partire con questo progetto volevo il consenso del tavolo. Mi è stata data questa scadenza di una valutazione attraverso dei test. Dopo che avremo valutato l’efficacia, – ha concluso – daremo il via al progetto. Se partirà, partirà da marzo in poi”. (L’UNICO)

Lascia un commento

commenti