Comune di Roma: sfratto ad una famiglia con una bimba disabile

Il Comune di Roma ha notificato alla famiglia uno sfratto per assegnazione illegittima. Per questo i genitori di Noemi hanno lanciato una raccolta firme sul web, appellandosi all'art. 28 della Convenzione dell'ONU sui diritti delle persone con disabilità

Noemi è una ragazza di 11 anni, che purtroppo è malata da quando è nata. Infatti, vive paralizzata in un letto: mangia in maniera artificiale tramite una sonda peg e soffre di epilessia e tetrapresi spastica. Anni fa ha subito una tracheostomia. Noemi ha bisogno di cure speciali, infatti è monitorata giorno e notte dall’assistenza infermieristica domiciliare.

Il Comune di Roma, per emergenza abitativa aggravata ad una di tipo socio-sanitario, nel 2006 ha concesso alla sua famiglia una casa in via San Saba: “Abbiamo altre due figlie – dice Manuel, il padre di Noemi – e, a causa delle nostre difficoltà a gestire la situazione, io e mia moglie Giovanna nel 2006 abbiamo chiesto e ottenuto dal Comune di Roma un’abitazione dell’Ater in via San Saba“.

Tuttavia, lo scorso 10 ottobre, il Comune gli ha notificato una notifica di sfratto. Stando alla ricostruzione del Comune, l’assegnazione risulta illegittima. Ovviamente non è così: la situazione di Noemi, rispetto a dieci anni fa, purtroppo non è cambiata.

Per questo i genitori di Noemi, insieme alla Rete Comune Inquilini Ater San Saba hanno lanciato una raccolta firme sul web, appellandosi all’art. 28 della Convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità. 

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