Conte, Finmeccanica e l’Ambasciata USA dietro la frode per far fuori Trump

Le dichiarazioni bomba di un ex 007 americano: l'Italia e Conte hanno avuto un ruolo chiave nel complotto informatico internazionale per far fuori Trump. Tra i mezzi utilizzati i satelliti di Leonardo Finmeccanica

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di Riccardo Corsetto

Riccardo Corsetto
Direttore L’UNICO

“Il Governo italiano e Conte sono direttamente coinvolti nella frode elettorale che ha condizionato le elezioni americane portando alla illegale vittoria di Joe Biden.” Dichiarazioni al tritolo quelle che l’ex spia CIA Bradley Johnson ha rilasciato al sito Intelreform.org. Secondo l’ex agente CIA a compiere l’hackeraggio ai danni di Trump sarebbe stata l’ambasciata americana a Roma, con la complicità di Leonardo, azienda partecipata al 30% dal governo italiano.

Leonardo, un tempo meglio nota col nome di Finmeccanica, secondo l’ex 007 U.S.A avrebbe utilizzato uno dei suoi satelliti per l’invio dei voti manipolati a Francoforte e poi inviati negli Stati Uniti per il tramite di Roma, come riporta  il giornalista Cesare Sacchetti. Leonardo S.p.A. è attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza. Il maggiore azionista è il Ministero dell’economia e delle finanze italiano, che possiede una quota di circa il 30%. In Leonardo-Finmeccanica sono confluite le attività delle società precedentemente controllate come AgustaWestland, Alenia Aermacchi, Selex ES, OTO Melara e Wass.  Leonardo è la decima più grande impresa di difesa del mondo e la terza più grande in Europa con entrate dal settore difesa che rappresentano il 68% del proprio fatturato. La società è quotata nell’indice FTSE MIB della Borsa di Milano. L’azienda è strutturata in 5 divisioni operative: Elicotteri, Velivoli, Aerostrutture, Elettronica e Sistemi per la Sicurezza e le Informazioni.

Conte nei giorni scorsi era stato oggetto di articoli di stampa che narravano di progetti per istituire enti di intelligence privati.

Il coinvolgimento del Governo tramite Leonardo. Le accuse dell’Ex agente CIA, Bradley Johnson

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Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Secondo le parole dell’agente CIA Bradley Johnson il Governo Conte potrebbe avere avuto un ruolo fondamentale nel colpo di Stato internazionale che avrebbe compromesso la rielezione del Presidente Donald Trump. Recentemente è la Svizzera ad essersi trovata sotto la pesante accusa di complicità nel presunto colpo di Stato informatico, come sostenuto da Neal Sutz, blogger svizzero-americano, che ha denunciato il ruolo attivo della Svizzera nelle frodi alle Presidenziali USA. Secondo alcune fonti è nel piccolo paese elvetico che sarebbe partito il complotto che avrebbe modificato il voto americano.

Scylt, il software svizzero legato a Dominion

Tutto parte da Scylt, ha denunciato Neal Sutz, un software acquistato dal servizio di poste nazionale svizzero, che è direttamente implementato nei dispositivi elettronici Dominion, il server al centro dello scandalo USA, direttamente collegato al magnate Soros e alla famiglia Clinton, e grazie al quale centinaia di migliaia di voti sarebbero stati spostati da Trump a Biden. Secondo Sutz, la Svizzera non avrebbe mai informato l’amministrazione Trump dei gravi difetti del software Scylt, noto al governo elvetico, e ha aggiunto di avere le prove del complotto che i legali del presidente Trump avrebbero acquisito.

 

Il blitz delle teste di cuoio USA e la sparatoria con la CIA

Johnson sostiene che anche l’Italia abbia giocato un ruolo determinante nelle operazioni di frode elettorale in America e conferma la veridicità dell’intervento militare delle forze speciali USA per recuperare i server di Dominion a Francoforte. Sul caso si era espresso anche il Generale statunitense McInerney, affermando che durante quel blitz sarebbe avvenuto uno scontro a fuoco tra militari USA e agenti della CIA. Uno scenario degno della migliore letteratura spy, smentita dall’Esercito USA ma avallata da Bradley Johnson.

Secondo l’ex spia, i dati oggetto di hackeraggio sono stati trasmessi da Francoforte a Roma, presso l’Ambasciata USA di via Veneto, dando a Roma un ruolo centrale nel presunto complotto elettorale internazionale.

La notte americana del 3 novembre scorso – otto del mattino ora italiana – lo spoglio dei voti fu interrotto simultaneamente, come dimostrano alcuni video ufficiali tratti dal circuito chiuso del seggio di Atlanta e che su questo giornale abbiamo ampiamente documentato.

A quel punto, sostiene Johnson, mentre i brogli erano già ampiamente avviati, gli hacker si accorgono che “Trump stava sopra a Biden per un numero elevatissimo e imprevisto di voti” tanto da rendere vana e non sufficiente la manipolazione per farlo perdere.

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Il Presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden

Ecco allora che sarebbe entrata in azione l’ambasciata USA in Italia, coordinando l’hackeraggio ed elaborando “nuovi algoritmi”,  sostiene l’ex agente CIA, per far vincere il candidato DEM, Joe Biden.

Il ruolo dell’Ambasciata USA a Roma

L’ambasciatore USA in Italia, Lewis Eisenberg

Fantascienza o realtà? Non vi racconteremmo questa storia se non provenisse da un ex membro del servizio di spionaggio più potente del mondo. L’ambasciatore americano in Italia è Lewis Eisenberg, molto critico del disimpegno militare di Trump nel mondo, e molto vicino ai salotti neocon sionisti collegati al circuito Goldman.

Bradley Johnson mostra anche una fotografia: quella – sostiene – di un uomo del Dipartimento di Stato Americano, sbarcato all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino. Secondo l’ex agente CIA l’uomo fu ospitato presso l’ambasciata USA di via Veneto per coordinare le operazioni di hackeraggio durante le operazioni elettorali.

Johnson torna quindi sul ruolo di ponte giocato da Leonardo Finmeccanica, di cui Alessandro Profumo è amministratore delegato, nominato dal governo Gentiloni e poi  riconfermato da Conte. Lo stesso Profumo che recentemente è stato condannato a 6 anni per aggiotaggio.

Chi è Bradley Johnson

Bradley Johnson si è ritirato da Senior Operations Officer e Capo della stazione presso la Direzione delle operazioni della Central Intelligence Agency. Ha prestato servizio in patria e all’estero con numerosi incarichi spesso durante periodi di conflitto armato. Ha prestato servizio all’estero a diretto sostegno della guerra contro il terrorismo Johnson è un esperto senior certificato in questioni di controspionaggio con una vasta esperienza diretta nel campo. È un esperto in questioni di intelligence e sorveglianza.

Ha esperienza in ambienti operativi pericolosi con il più alto livello di formazione e una vasta esperienza diretta nel settore commerciale per aree pericolose. La sua comprovata esperienza si estende anche ad ambienti operativi negati (i più difficili e restrittivi) con i più alti livelli di formazione offerti ovunque nell’USG o nel mondo e una vasta esperienza diretta.

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Il Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, e il Presidente della Banca Centrale USA, Jerome Powell

Johnson ha gestito la parte estera del programma PIFWC (Persons Indicated For War Crimes) e ha prestato servizio all’estero come capo stazione più volte. È un membro iscritto della The Cherokee Nation. Da quando si è ritirato dalla CIA, ha diretto una società di formazione legata all’intelligence.

Nell’estate del 2017, Johnson ha fondato l’organizzazione no-profit Americans for Intelligence Reform per creare consapevolezza per la corruzione politica e le capacità ridotte all’interno della comunità dell’intelligence e per aumentare il sostegno alle famiglie della CIA che hanno perso un membro della famiglia nell’esercizio delle loro funzioni . Il signor Johnson parla spesso in università, chiese ed eventi.

McFiles interview: Election, Rome, Leonardo Co. – how they tie together

(L’UNICO)

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