Coronavirus, Conte andrebbe denunciato per procurato allarme e danno erariale

Dovevamo chiudere i porti e gli aeroporti e li hanno chiusi a noi italiani. Conte dovrà pagare per questo disastro economico, politico e sociale. Quello che è successo in Italia nelle ultime settimane è un fatto unico, nella sua assurdità. Dalla politica alla magistratura, dai giornalisti ai virologi: tutti hanno sbagliato. Gli unici che hanno fatto il loro lavoro per bene sono i medici in corsia, finiti indagati e contagiati. Onore ai camici bianchi.

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Il premier Giuseppe Conte

di Riccardo Corsetto

Il premier Giuseppe Conte è un avvocato. Quindi sa bene cosa significa “procurato allarme” e “danno erariale”. Di questi reati andrebbe indagato. E con lui anche qualche virologo che si è fatto sfuggire di mano la cipria, e i colleghi giornalisti italiani, che da tempo hanno perso il senso dell’informazione sacrificandola all’iper comunicazione. Che è altra cosa. Tutti, a malincuore va detto, hanno fatto un lavoro pessimo. Che pagheranno e stanno pagando gli italiani. Gli unici applausi in tutta questa storia, che è la più grande fake news “istituzionale” della storia d’Italia, se li meritano i sanitari, i camici bianchi, gli angeli dei pronto soccorso: gli infermieri, i medici, coloro che sul campo, al di là delle fesserie, hanno arginato questa influenza “nuova” contagiandosi eroicamente e beccandosi pure l’indagine di qualche svergognato magistrato. La vera epidemia d’Italia è una parte della nostra magistratura (non tutta per fortuna, perché ci sono i magistrati che possono guardarsi allo specchio) contro la quale da anni cerchiamo un benedetto antidoto che non c’è.

Così succede che da dietro una polverosa scrivania un giudice si permetta di indagare dei medici in trincea, che lavorano viso a viso col male. Questi magistrati andrebbero messi in isolamento, la misura è colma.

L’ITALIA DOVEVA CHIUDERE I PORTI. CONTE E’ RIUSCITO A FARLI CHIUDERE AGLI ITALIANI

Il presidente del consiglio si è chiuso da dieci giorni dentro il bunker della protezione civile, incipriato e pronto a procuare allarme in 60 milioni di italiani. Per una emergenza che ha  dapprima creato tenendo aperti i porti e gli aeroporti (ricordate quando le sardine facevano le fighette nei ristoranti cinesi e si selfavano con le bacchette in mano?) e poi gestito nella maniera più sbagliata.

FRANCIA E GERMANIA GESTISCONO CON RAGION DI STATO. MA QUANDO NON HAI UNO STATO, PERDI ANCHE LA RAGIONE

In Francia e Germania gli infettati ci sono da prima di noi. Solo che lì i morti indiretti di Coronavirus passano per morti di influenza. E’ un fatto di come si derubrica. E la stampa non è una zitella isterica in cerca di qualcosa che non c’è.

La verità è che in Italia, ai tempi della globalizzazione, la politica non conta più un carciofo, e la agenda di governo, il premier per caso, Giuseppi Conte, se la fa dettare da alcuni virologi allarmisti, dal salotto di qualche televisione. E poi affida la gestione della comunicazione al grande fratello Casalino. Da denuncia. Lo dico fuor di metafore.

Perché il posto corretto per affrontare un caso del genere non doveva essere la televisione e la ribalta: semmai il territorio per il politico e i laboratori per i virologi. Macron, che non ci è simpatico per nulla, però sta girando per ospedali, senza allarmismi e senza terrorizzare le signore di Provenza su una pandemia che non c’è e non ci sarà.

Personalmente sapevo in tempi non sospetti che l’allarme Corona virus era sproporzionato alla reale dimensione del fenomeno. E che si era messo in moto un pandemonio mediatico più che una pandemia. I video falsi sui network di gente che moriva sul colpo alle fermate degli autobus hanno impressionato anche i nostri governanti. Ma erano stronzate fatte al pc da qualche nerd. Da subito si sarebbe dovuta gestire la comunicazione su posizioni equilibrate come quella della virologa Maria Rita Gismondo e dell’infettivologo Matteo Bassetti. Gli unici che ci hanno capito qualcosa. Professionisti cui Conte si sarebbe dovuto affidare, senza abbassare la guardia ma proteggendo i cittadini dal panico, proprio come fa il comandante di un aereo che sta andando giù. Per fortuna non mi è mai capitato di volare su un aereo che perde quota, ma mi dice chi ha provato questa esperienza, che il comandante non si mette mai a urlare all’altoparlante: “Cari passeggeri stiamo precipitando, tra poco saremo tutti morti.”

TUTTI HANNO SBAGLIATO: POLITICI, MAGISTRATI, VIROLOGI, E MEDIA. ONORE SOLO AI MEDICI IN CORSIA, FINITI CONTAGIATI E INDAGATI. ONORE A LORO

Conte non faceva che ripetere che si stava attenendo alle solite informazioni “tecnico scientifiche”, ma da politico per finta qual è, ha dimenticato che le informazioni tecnico scientifiche deve poi elaborarle la classe politica, gestendole. Il guaio è che anche le informazioni ‘tecnico scientifiche’ erano dopate. A fare il patatrac ci ha pensato infine la stampa nostrana, una filza di raccomandati o alla meglio sottopagati, va detto, spesso impreparati, che cercano lo scoop per portare a casa il pane, senza sapere cosa sia una notizia, che ci inonda ormai da tempo di comunicazione senza informazione, e che da collega, a malincuore devo condannare. I giornalisti, i media e la stampa devono fare una grande e seria autoanalisi, perché in questa storia hanno dato un pessimo servizio che sta costando posti di lavoro, partite export annullate e spread in aumento del 20%. Posti lavoro e aziende che chiudono. Non sono morte persone in Italia per coronavirus, sono morte per patologie mortali aggravate dal coronavirus. L’unica vera vittima diretta del virus asiatico finora è stato il nostro PIL. 5 % di prodotto interno lordo andato in fumo.

Il primo settore colpito il turismo: 27 milioni di visitatori in meno. E l’immagine dell’Italia al mondo? Conte ha dapprima tenuto i porti aperti, con la sua politica scellerata. Poi, con improvviso cambio di rotta, dalla sciatteria è balzato all’allarmismo,  determinando che il mondo intero chiudesse i porti agli italiani.

UN DISASTRO ECONOMICO CHE CI COSTERA’ MILIARDI DI EURO

Una storia così, se analizzata nell’unico modo possibile, che è questo, dovrebbe portare alle dimissioni dirette di questo governo di incapaci. Pericolosi dilettanti allo sbaraglio.

Non ci sono giustificazioni. Consiglio dei ministri, virologi (alcuni non tutti), magistrati (alcuni non tutti), e giornalisti (quasi tutti) devono rispondere di miliardi di euro uccisi da un virus che non è come ce lo hanno dipinto. L’altro giorno a Venezia l’attore Tom Cruise ha portato via la produzione del suo prossimo film. Nemmeno fosse la peste del ‘300 che fece 40 mila morti. Ma a Venezia, stavolta, non c’è nemmeno un morto, e i mezzi per gestire gli infettati sono quelli di un mondo che ha attraversato la soglie del terzo millennio. Non mascherine, ma cuffie con musica alta servono per proteggerci da questo virus nato non dal Covid19, ma dalla sciatteria che scopa con l’allarmismo. La psicosi ha superato il virus.

In Italia solo questo mese sono morte 30 persone non per coronavirus ma per le sue complicanze. Nello stesso periodo sono caduti sul lavoro 90 operai “infettati” dall’insicurezza sul lavoro. L ‘influenza uccide 6000 mila persone ogni anno, e quattromila muoiono sulle strade a bordo del proprio scooter e del proprio autoveicolo, o investiti da quelli degli altri.E’ la prova fornita dalla statistica che la morte non arriva dal coronavirus.

Conte si è bevuto la fake news come la casalinga di Voghera. E da statista per caso qual è, ha messo like e piggiato il tasto condividi. Mio nonno, campano con la terza elementare, mi diceva: ‘o cazz in mano ae’ ccreature. Mettiamo il governo in quarantena. Con qualche direttore di giornale e qualche magistrato. Salviamo l’Italia dal virus ConteBis.

riccardo.corsetto@gmail.com

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