Coronavirus, Zaia controcorrente nel seguire le direttive del governo per il Veneto

Il Veneto controcorrente nell'affrontare l'epidemia di coronavirus. Mentre il governo prova a rifilare il MES, Zaia pensa già alla fase 3, e ad una riapertura che consenta all'economia di non collassare del tutto.

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di Filippo Alasia

Il governatore della regione Veneto, Luca Zaia, al contrario di molte regioni, non ha seguito le indicazioni e tanto meno gli slogan del governo nel contrastare il Covid-19. Mettendo a confronto la Lombardia, che si è fidata ciecamente del governo, e il Veneto, possiamo notare notevoli differenze, tra cui il numero dei contagi, i morti e i problemi sanitari (come ad esempio la mancanza di respiratori).

I dati sono sorprendenti in Veneto. 2 settimane fa erano in 1672 i pazienti ricoverati e 245 con bisogno di supporto respiratorio. A distanza di più di una settimana i ricoverati sono diminuiti del 24% e nei prossimi giorni si prevede un ulteriore discesa. Mentre il governo tenta di rifilare il MES agli italiani, il governatore veneto progetta già la fase 3 che consisterebbe nella riapertura di molte attività come la ristorazione, i cantieri, il settore nautico, i cimiteri e i campi privati per la coltivazione.

Tutto ciò per far ripartire l’economia e la vita quotidiana il prima possibile; per evitare una ricrescita di contagi saranno previsti grandi quantità di test per il coronavirus alla popolazione. La presa di posizione di Luca Zaia sarà ben vista per le prossime elezioni regionali previste a maggio che vede la Lega nei sondaggi circa al 50%. Prendere decisioni senza il parere del governo è stata un’intuizione che evidentemente ha portato grandi risultati e pochi problemi, e probabilmente così facendo non si sono portati alla deriva migliaia di lavoratori e di piccole e medie imprese, non supportate dal governo Conte 2.

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