Covid, Italia quasi come Germania: possibile lockdown a Natale

L'Italia è pronta a copiare la Germania per un lockdown più rigoroso durante il periodo delle festività natalizie, ma dimentica i rimborsi, che in Germania arrivano fino al 90% dei costi fissi

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Un governo schizofrenico sta accompagnando gli italiani verso il Natale. Proprio mentre l’esecutivo discuteva se rendere meno restrittive le misure previste dal DPCM di Conte durante le festività, adesso la linea è esattamente opposta. È bastato un weekend di legittimo shopping prenatalizio per ribaltare la discussione del governo. Se fino a qualche giorno fa si valutava l’ipotesi di consentire gli spostamenti tra comuni limitrofi entro brevi distanze, adesso Conte riflette sull’adozione di una linea più dura.

L’intenzione del governo, ancora non stabilita ufficialmente, è in buona sostanza quella di inserire l’intero territorio nazionale in zona rossa in tutti i giorni festivi e prefestivi del periodo natalizio, limitando assembramenti e spostamenti non necessari. Un blocco, dunque, che si aggiunge a quelle già imposte dall’ultimo DPCM nelle giornate del 25 e 26 dicembre e dell’1 gennaio.

È, in particolare, il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia ad invocare un maggior rigore. “Le foto degli assembramenti mostrano scene ingiustificabili, irrazionali, irresponsabili“, ha dichiarato al Corriere della Sera. “In alcune strade ci sono assembramenti intollerabili – ha aggiunto -, mentre dovremmo sentire ogni giorno dentro di noi il lutto nazionale“. Riguardo ad un possibile lockdown generalizzato, Boccia ha quindi sottolineato che “è una scelta che personalmente condivido. Dobbiamo dirci fino in fondo se la pausa natalizia deve servirci a mettere in sicurezza il Paese o se deve essere guidata solo dalla volontà di favorire il business“.

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La cancelliera tedesca, Angela Merkel

In realtà, più che la corsa ai regali di Natale, questo ripensapento del governo è legato alla Germania, e alla linea dura adottata dalla cancelliera Angela Merkel. Le folle in strada, del resto, erano più che naturali, avendo chiuso i centri commerciali nel weekend e dovendo garantire gli ingressi contingentati ai negozi. E soprattutto erano legittime, visto che nessun decreto vietava alle famiglie di recarsi ai negozi per comprare i regali a quei pochi parenti che sarà loro consentito di vedere in queste festività. Tanto più se lo stesso governo ha invogliato ad acquistare per usufruire dei rimborsi del cashback.

Quello italiano, però, è solo una brutta copia del modello tedesco. All’annuncio del lockdown totale, infatti, il ministro dell’Economia tedesco ha promesso che “le attività che saranno costrette a chiudere potranno chiedere e ottenere il rimborso fino a un massimo del 90% dei costi fissi, con un tetto di 500 mila euro al mese“. Rimborsi adeguati che diventano una reale alternativa per le aziende costrette ad abbassare la saracinesca. Un sogno, se paragonato al decreto “Ristoro” emanato dal governo italiano, troppo impegnato a discutere sulle alleanze e a valutare rimpasti.

Francesco Amato

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