Alla faccia della Trasparenza, 5 Stelle dice no a riprese in aula

Cristina Cruciani, presidente a 5 stelle del consiglio Roma XV si scopre conservatrice: "Per fare le riprese in aula serve autorizzazione"

“Cosa sta facendo? Lei è autorizzato?”. Così la presidente del Consiglio del Municipio Roma XV, Cristina Cruciani ha impedito che il reporter di una testata giornalistica locale effettuasse delle riprese audio video all’interno della sala consiliare di Via Flaminia 872, sprovvisto di autorizzazione.

Nulla di strano – stando al regolamento dei municipi di Roma Capitale. Per poter riprendere una seduta consiliare – infatti – occorre da sempre un’autorizzazione. E’ così da sempre. Dai tempi di De Gasperi più o meno. Il dubbio però assale i presenti. Non era il Movimento 5 Stelle il paladino dello streaming e delle riprese nelle adunate pubbliche delle istituzioni? Non erano i grillini che volevano aprire “come una scatola di tonno” le istituzioni? Non erano loro che volevano trasformare palazzi e palazzetti in acquari in cui il cittadino potesse guardare dentro? Scopriamo che anche la signora Cruciani si è adeguata velocemente allo status quo e al regolamento da Prima Repubblica dell’autorizzazione. Domanda: ma perché riprendere in “luogo pubblico” è legale e riprendere una seduta consiliare che è il posto che più “pubblico” non ce n’è è subordinato al parere di un politico? Domanda amletica. Chissà cosa ne pensa Beppe Grillo. Inventore della politica 2.0 e della social-politica. Con buona pace della trasparenza.

Andrea Furetto

(L’UNICO)

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