“Crocifisso a ore”, l’ultima trovata del furore anticristo

Sgarbi: "I laici sono anticlericali, non sono anticristiani, c'è una grande differenza: Cristo è un personaggio storico che ha cambiato il mondo"

La polemica sul crocifisso nelle scuole è un tema ever green. Sparisce e poi riappare. Adesso a far tornare alla ribalta l’argomento è una scuola media statale romana.  Nei giorni scorsi era stato il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, che ha detto di preferire “una scuola laica” senza crocifissi. Fioramonti è uno che fa il ministro della scuola e dell’istruzione, ma dovrebbe essere da tutt’altra parte uno che, quando Preiti sparò nel 2013 a un carabiniere di guardia a palazzo Chigi, disse: “Mi meraviglio che sia stato solo uno a sparare”. E poi “Sputerei alla Santanchè”. E ancora “Ferrara è una merda schifosa”. Oppure: “Il terremoto? Berlusconi porta sfiga. La polizia è la guardia del potere: pochi gli agenti per bene”. Matteo Salvini invece ha più volte parlato di voler rendere obbligatoria la croce nelle aule pubbliche con un provvedimento di legge. Proprio per arginare il delirio laicista.

La Lega denuncia

Quanto accaduto in un istituto romano è stato denunciato da un esponente della Lega, segretario della sezione romana di Ponte Milvio, Riccardo Corsetto, e capogruppo consiliare a Magliano Sabina in provincia di Rieti.

Il leghista riporta sulla sua pagina Facebook l’accaduto di cui sono stati testimoni decine di piccoli alunni tra i 10 e 13 anni. “Stiamo valutando l’ipotesi di denunciare il furto dei crocifissi ad opera di un dipendente pubblico, scomparsi da diverse aule, configurando il reato di furto e peculato. È chiaro che nessuno che non ne abbia i titoli può arrogarsi il diritto, al di là della fede e delle opinioni personali, di privare le aule di oggetti appartenenti allo Stato e alla collettività”.

Crocifisso a ore

Gli studenti riferiscono che a togliere il crocifisso sarebbe stato un professore, spiegando che Cristo in croce lo disturba durante le ore di lezione. E dopo un confronto, qualcuno dei docenti ha suggerito di mettere il crocifisso solo nelle ore dei professori che lo accettano. Secondo alcuni testimoni, però, ad un certo punto i crocifissi sono spariti da alcune aule.

La preside indaga sull’accaduto

Sentita dall’Ansa, la dirigente scolastica, Maria Ponticello, racconta di essere venuta a conoscenza del caso tramite “una lettera raccomandata”. “Sto svolgendo le indagini del caso”, ha detto ancora la dirigente scolastica all’Ansa. “Voglio capire cosa sia successo per poi prendere provvedimenti”. Se dovesse venire a conoscenza di comportamenti errati da parte di uno o più docenti dell’istituto, è inevitabile che commini qualche sanzione.

Sgarbi interviene sul caso

“Semplicemente una idiozia confondere la fede con la Storia”. Così il critico d’arte Vittorio Sgarbi ha risposto a Lorena Loiacono di Leggo, che gli chiedeva un parere in merito all’accaduto. “I laici sono anticlericali, non sono anticristiani, c’è una grande differenza: Cristo è un personaggio storico che ha cambiato il mondo. A qualcuno verrebbe mai in mente di togliere da un muro il ritratto di Leopardi, di Socrate, di Platone? Pensi che la Storia i ragazzi sono abituati a studiarla dividendola in prima di Cristo e dopo Cristo. Natalia Ginzburg chiedeva di non togliere il crocifisso dalle aule, in un articolo dell’Unità del 1988: era ebrea e comunista”.