Crollo Farnesina, spunta ipotesi mancato spurgo fognario

Pozzi neri e fossa biologica non pulita. Questa l'ultima pista al vaglio degli inquirenti della Procura che indagano per disastro colposo

La notizia è trapelata da fonti tecniche e adesso ad ufficializzarla potrà essere solo la Procura di Roma che indaga sul crollo della palazzina di via della Farnesina 5, ceduta senza apparenti motivi la notte del 24 settembre. crollo farnesina

Dopo la demolizione controllata del 9 gennaio (coordinata dall’Ing. Piccirilli, assegnatario del bando indetto dal Municipio XV ed esso stesso residente) sono state possibili indagini più approfondite sull’eventuale malfunzionamento o rottura delle condutture Acea – in un primo momento additate come potenziale origine del disastro – ma che invece sembrerebbero integre. Non così i pozzi neri e fossa biologica condominiale che potrebbero non essere stati adeguatamente spurgati e puliti, determinando  la formazione di falde da acque nere all’origine del cedimento. Ipotesi che potrà essere confermata solo dagli inquirenti, e che a quel punto chiamerebbe direttamente in causa il condominio e l’amministratore.

SONDAGGI NELLE PALAZZINE LIMITROFE FINO A 13 METRI

“Abbiamo effettuato sondaggi fino a 13 metri di profondità per rilevare presenza di smottamenti e falde e i tecnici ci hanno garantito che non c’è rischio stabilità”

Così un condomino del civico 7 a L’Unico che nei giorni scorsi, privatamente, come molti altri residenti, ha incaricato un geologo per analizzare la situazione del terreno sotto i manufatti limitrofi a quello demolito. “Dai controlli sembra che tutto sia normale e che le nostre case siano al sicuro.” (L’UNICO)

 

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