Disagio economico: chiedi il SIA

Il Sostegno per l'inclusione attiva (SIA) prevede l'erogazione di un beneficio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate

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La nuova legge di bilancio 2017, approvata in questi giorni dal Parlamento, la prima che, in base alla riforma dei provvedimenti contabili, incorpora anche la legge di stabilità, entrerà in vigore il primo gennaio 2017. Un’importante novità è la destinazione di 1 miliardo di euro al Fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Ulteriori risorse, quindi, andranno ad alimentare il Fondo a partire dal 2017 grazie ad un riordino dei trattamenti esistenti. Disagio economico: chiedi il SIA

Tra le misure più importanti di contrasto alla povertà c’è il Sostegno per l’inclusione attiva (SIA), che prevede l’erogazione di un beneficio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate. L’obiettivo è aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e a riconquistare gradualmente l’autonomia.
Con il Decreto interministeriale del 26 maggio 2016 il SIA, già sperimentato nelle città italiane più grandi, è stato completamente ridisegnato ed esteso a tutto il territorio nazionale. Questo vuol dire che, dal 2 settembre 2016, i cittadini, in possesso dei requisiti, possono presentare la richiesta per il SIA. Ma vediamo nel concreto come si fa.

Come si richiede

Come spiega il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per godere del beneficio, il nucleo familiare del richiedente dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati dai servizi sociali dei Comuni, in rete con i centri per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole e con i soggetti del terzo settore. La richiesta del beneficio viene presentata da un componente del nucleo familiare al Comune, mediante la compilazione di un modulo (predisposto dall’Inps) con il quale, oltre a richiedere il beneficio, si dichiara il possesso di alcuni requisiti necessari per l’accesso al programma.

I requisiti

Questi requisiti sono: essere cittadino italiano o comunitario o suo familiare titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino straniero in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo; essere residente in Italia da almeno 2 anni. I requisiti familiari, invece, sono: la presenza di almeno un componente minorenne o di un figlio disabile o di una donna in stato di gravidanza accertata. Mentre per quanto riguarda i requisiti economici è necessario un ISEE inferiore o uguale a 3mila euro; non bisogna beneficiare di altri trattamenti economici rilevanti (il valore complessivo deve essere inferiore ad euro 600 mensili) né di strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati (NASPI, ASDI). Si richiede, inoltre, l’assenza di beni durevoli di valore: nessun componente deve possedere autoveicoli immatricolati la prima volta nei 12 mesi antecedenti la domanda oppure autoveicoli di cilindrata superiore a 1.300 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati nei tre anni antecedenti la domanda.
Infine c’è la cosiddetta valutazione multidimensionale del bisogno. Per accedere al beneficio il nucleo familiare del richiedente dovrà ottenere un punteggio relativo alla valutazione multidimensionale del bisogno uguale o superiore a 45 punti. La valutazione tiene conto dei carichi familiari, della situazione economica e della situazione lavorativa.
A questo punto entro 15 giorni lavorativi dalla ricezione delle domande, i Comuni inviano all’Inps le richieste di beneficio in ordine cronologico di presentazione e svolgono i dovuti controlli. Infine, entro i successivi 10 giorni, l’Inps trasmette ai Comuni l’elenco dei beneficiari e invia a Poste italiane (gestore del servizio Carta SIA) le disposizioni per l’erogazione del beneficio, riferite al bimestre successivo a quello di presentazione della domanda.

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