E’ del Camerun la risorsa che ha sfondato il cranio a un vigile

Piccoli Kabobo crescono. Il vigile è ricoverato al Fatebenefratelli con una frattura della teca cranica. I medici hanno quindi deciso di tenerlo in osservazione almeno per una notte

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Milano – Uno smartphone riprende la scena, sul marciapiedi di viale Tunisia. C’è un uomo armato di bastone circondato da cinque agenti della polizia locale: ha già resistito a sei spruzzate di liquido urticante e continua ad agitare quella mazza contro i vigili urbani. Uno di loro si avvicina per bloccarlo ed è in quel momento che viene preso in piena faccia, a distanza ravvicinatissima: A.S., vigile di 51 anni in forza al Comando di Zona 2, accusa il colpo, cade all’indietro e resta per alcuni secondi immobile sull’asfalto.
È il momento più drammatico della mattinata di follia di Willy Nzina, ventisettenne camerunense in Italia dal 2016, con precedenti specifici per resistenza e già destinatario di un provvedimento di espulsione che ha sempre ignorato: arrestato con le accuse di tentato omicidio, lesioni personali e resistenza aggravata a pubblico ufficiale, è stato recluso nel carcere di San Vittore in attesa dell’udienza di convalida; per costringerlo ad arrendersi, uno degli agenti è stato costretto a esplodere un colpo di pistola in aria con la sua arma di ordinanza. Il vigile colpito alla testa è invece ricoverato al Fatebenefratelli: i medici hanno diagnosticato la frattura della teca cranica e hanno quindi deciso di tenerlo in osservazione almeno per una notte, dopo avergli ricucito il taglio alla tempia destra con cinque punti di sutura. In ospedale è finito pure un altro agente, ferito al gomito sinistro nel tentativo di proteggersi da uno dei colpi sferrati da Nzina: se l’è cavata con otto giorni di prognosi.

La sequenza choc inizia alle 10.50 di ieri: il camerunense, uno dei migranti che bivaccano abitualmente nei giardinetti di via Vittorio Veneto, si avvicina a una pattuglia ferma in piazza Oberdan e senza motivo inizia a insultare una vigilessa seduta sul passeggero; poi cerca di infilare un braccio nell’abitacolo, non si sa se per aggredire la donna o per impossessarsi di uno sfollagente. A quel punto, l’agente e il collega chiamano i rinforzi e gli chiedono i documenti, ma l’altro comincia a insultarli. Finita? No, perché Nzina raccoglie una bottiglia da un cestino e la manda in frantumi contro un furgone della polizia locale, arrivato in ausilio ai due agenti; poi impugna un bastone di legno trovato nei paraggi e inizia a scappare lungo viale Città di Fiume. L’inseguimento a piedi arriva in viale Tunisia, a due passi da largo Bellintani. Lì il camerunense viene stretto in un angolo dai ghisa, davanti alle insegne di un negozio che vende capsule da caffè. Lui non si arrende, anzi continua a brandire quella mazza, ricordando scene tragiche che Milano ha già vissuto all’alba dell’11 maggio 2013 con il killer del piccone Adam Kabobo. A.S. si avvicina per fermarlo, ma viene centrato al volto e stramazza al suolo. Due colleghi lo soccorrono e lo aiutano a rialzarsi; altri due inseguono il ventisettenne in via Settala. L’uomo col bastone prova ad aggredire anche alcuni passanti, ed è a quel punto uno dei ghisa esplode un colpo in aria per costringerlo a fermarsi. Al colpo di pistola, Nzina butta immediatamente l’arma che impugnava da div ersi minuti e si arrende, lasciandosi ammanettare a terra. Portato nell’Ufficio centrale arresti e fermi di via Custodi, ne uscirà dopo alcune ore per andare a San Vittore. Stando a quanto ricostruito dagli archivi delle forze dell’ordine, il ventisettenne, irregolare e senza fissa dimora, è tra gli habituè della zona di Porta Venezia, che nell’ultimo periodo è tornata a ripopolarsi di balordi e sbandati che trascorrono tutto il giorno nell’area verde di via Vittorio Veneto: il primo controllo di polizia risale a cinque anni fa; e c’è pure un precedente specifico per resistenza a pubblico ufficiale. Agli atti c’è anche un ordine di espulsione mai eseguito.
«Agenti e ufficiali della polizia locale hanno agito prontamente e con professionalità e di questo li ringrazio – il commento a caldo del neo assessore alla Sicurezza Marco Granelli – perché svolgono un servizio di qualità nella nostra città, che si vede anche in queste difficili circostanze. La mia solidarietà a tutti loro e in particolare all’agente rimasto ferito. Ora è in pronto soccorso e spero vada tutto bene”. Fonte: Il Giorno

 

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