Elezioni Umbria, un’analisi dei risultati

In Umbria plebiscito di Lega e Centrodestra con Donatella Tesei. Secondo il Pd, tonfo del Movimento 5 Stelle.

Il 19 ottobre, a Roma, la Lega aveva violato la piazza della Sinistra, piazza San Giovanni, la piazza del Concertone del primo maggio e delle grandi manifestazioni della Sinistra sindacale. E adesso ha violato anche una delle regioni italiane storicamente più rosse. Domenica, infatti, i cittadini dell’Umbria sono stati chiamati alle urne per eleggere il nuovo esecutivo regionale in seguito delle dimissioni, lo scorso maggio, dell’amministrazione PD a causa di alcuni arresti per questioni legate alla sanità regionale. E ciò che sorprende è che, in maniera quasi plebiscitaria, è stato il Centrodestra ad avere la meglio, e la nuova governatrice dell’Umbria è quindi Donatella Tesei, già senatrice per la Lega di Salvini.

L’affluenza in crescita

Un primo dato notevole che emerge dagli esiti delle votazioni, resi noti dal Ministero dell’Interno, riguarda l’affluenza, che alla chiusura dei seggi si è attestata sul 64,69%. Un dato in crescita di quasi il 10%, dalle ultime elezioni del 2015, quando era andato a votare soltanto il 55% degli elettori umbri. Dati che rimangono pressoché confermati anche guardando le singole province della regione. Sia nel territori di Perugia che in quello di Terni, infatti, si è registrata un’affluenza di poco differente dal 65% generale.

L’affluenza alle urne per le elezioni regionali umbre del 2015 e del 2019

Il trionfo del Centrodestra

Dando uno sguardo ai risultati, invece, il dato che risalta di più è la vittoria schiacciante della candidata del Centrodestra, Donatella Tesei, che ha raccolto quasi il 60% delle preferenze, aggiudicandosi di fatto il titolo di Presidente della Regione Umbria con un plebiscito. La Lega è il primo partito della sua coalizione, con il 36% dei voti, seguita da Fratelli d’Italia (10%), Forza Italia (5%) e la lista civica Tesei Presidente, che ha ottenuto a stento il 3% per superare lo sbarramento.

La coalizione giallorossa (copia di quella attualmente al governo nazionale) è stata invece un flop, e Vincenzo Bianconi, sostenuto dalle liste di Centrosinistra e dal Movimento 5 Stelle, si è fermato al 36% dei voti, dovendosi accontentare del secondo posto. Ma ad avere la peggio in tutta questa operazione è stato di fatto il Movimento di Grillo, che con il suo 7% ha ottenuto solamente un terzo dei voti del Partito Democratico (22%). Briciole, infine, per gli altri sei candidati che, non superando il 3%, non hanno avuto accesso a Palazzo Cesaroni.

I risultati delle elezioni regionali umbre del 27 ottobre 2019

La maggioranza leghista

Guardiamo ora alla ripartizione dei 21 seggi di Palazzo Cesaroni in seguito a quest’ultima tornata elettorale, che in ogni caso rappresenterà soltanto le due principali coalizioni. Due sono i seggi assegnati “di diritto”: uno alla neopresidente Tesei, l’altro a Bianconi, il primo dei candidati non eletti. Degli altri 19 seggi, poi, 12 andranno alle forze di Centrodestra, 7 invece alle forze giallorosse.

La maggioranza del Centrodestra è dunque lampante. Capofila è la Lega, che ha ottenuto ben 8 seggi (9 considerando anche quello della Tesei, che afferisce proprio al partito di Salvini), seguita da Fratelli d’Italia, che è riuscita ad ottenerne due. Un seggio ciascuno, invece, per Forza Italia e la lista civica Tesei Presidente. Per la coalizione penta-democratica, invece, è il Pd ad ottenere il maggior numero di consiglieri, con 5 seggi. Un solo seggio infine spetterà al Movimento 5 Stelle e alla lista Bianconi per l’Umbria.

Ripartizione dei seggi a seguito delle elezioni regionali umbre del 27 ottobre 2019

I risvolti politici

Elezioni, dunque, che hanno rappresentato una “festa della democrazia” per il leader della Lega, Matteo Salvini. “In Umbria stiamo scrivendo una pagina di storia”, commenta Salvini. “Qualcuno stanotte a Roma avrà qualcosa su cui riflettere. Gli italiani – aggiunge – non amano i traditori e i poltronisti”. Soddisfazione è espressa anche dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “Gli italiani hanno detto chiaramente da che parte vogliono stare – dice – e mi auguro che questo trend si concretizzi anche su scala nazionale”. E di “svolta storica” ha parlato su Twitter il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi. “La nostra alleanza è il futuro dell’Italia e ha il diritto-dovere di governare il Paese”, scrive il Cavaliere.

Dall’altra parte, il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, parla di una “sconfitta nera”, in parte dovuta al “caos di polemiche che ha accompagnato la manovra economica del governo”. “Rifletteremo molto – aggiunge il leader dem – su questo voto e sulle scelte da fare in futuro”. Per il Movimento 5 Stelle, invece, l’alleanza locale dell’attuale maggioranza al governo nazionale, è stato “sempre considerato un laboratorio” e “l’esperimento non ha funzionato”. “Stare al governo con un’altra forza politica – aggiungono i grillini su Facebook – sacrifica il consenso del Movimento 5 Stelle. Ma noi non siamo nati per inseguire il consenso, bensì per portare a casa i risultati”.

È prematuro e alquanto azzardato proiettare automaticamente i risultati umbri su scala nazionale. Se non altro per una questione matematica. Gli 885mila abitanti dell’Umbria, infatti, sono una percentuale bassissima rispetto ai 60 milioni di abitanti dell’Italia. Poco meno dell’1,5%. È inevitabile, però, per ciascuna delle coalizioni in gioco, trarre delle dovute considerazioni. Il fatto che il Centrodestra unito superi di gran lunga il 50% in una regione di Sinistra quasi per natura, del resto, è un risultato che dovrebbe dare a pensare. Dovrebbe quanto mai far riflettere una Sinistra che invece appare sempre più frantumata e divisa, e un Movimento 5 Stelle che, a forza di stringere alleanze e contratti di governo oggi con uno domani quell’altro, sta perdendo molto della sua originale identità. (L’UNICO)

Francesco Amato