Eur: Residenti infuriati per prostitute al lavoro sottocasa.“È un’invasione che non conosce limiti e orari”

Parecchi disaccordi e proteste da parte dei residenti per la presenza di prostitute davanti alle finestre dei palazzi e vicino ai parchi pubblici: “Urge un provvedimento”

Il mercato della prostituzione all’Eur si accende le luci già nelle prime ore del mattino, dando spazio al lavoro di ragazze di diverse nazionalità. Sono attente a non farsi notare troppo. Vestendo abiti abbottonati e sciatti, con il cellulare in mano, aspettano sui marciapiedi i loro clienti.

Le più giovani sono rumene e polacche, le “veterane” si trovano in via Tecnica e del Ciclismo; trans e viados sulla cosiddetta «collina del Fungo», tra viale Indonesia e viale Australia. Essendo zone trafficate da famiglie, bambini e operatori ecologici, non lascia indifferente la vista di parecchi segni dei loro incontri sessuali: profilattici, fazzoletti e quant’altro.

Ogni mattina lo stesso scenario, cumuli di preservativi che riempiono il camion”, racconta un dipendente della Eur Spa.

Lo scenario non è dei migliori: basta un aiuola, un posto riparato vicino al parco È sufficiente un’aiuola, un angolo riparato nel vicino Parco del Ninfeo, un’auto appartata, il mercato del sesso è ovunque e non si ha rispetto nemmeno per il più noto “Colosseo Quadrato”, simbolo del quartiere, che vede nascondere i suoi marmi bianchi dalle postazioni di queste ragazze.

Una zona in cui si intervallano due tipiche situazioni ormai di routine: se da un lato alla fermata del bus tra viale America e lo storico laghetto, alle 11 di un mattino invernale, un’anziana chiacchiera con la vicina del costo dell’insalata, a dieci metri di distanza, una “signorina” aspetta il cliente con nonchalance.

Gli abitanti si sentono “in ostaggio” nelle loro case. Di notte urla, litigi e schiamazzi fanno da padroni della zona. “Siamo in ostaggio a casa nostra, è un’invasione che non conosce limiti e orari”.

A tutto questo si aggiunge il mancato rispetto della zona Ztl dalle ore 21 per i non residenti ma ad oggi solo immaginario. “Quello che chiediamo è un’ordinanza della sindaca Virginia Raggi che vieti la prostituzione a meno di 500 metri da parchi, case, scuole e luoghi pubblici. Sarebbe già un deterrente”, si appella Lampariello

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