Fiorini a Canale Ponte Milvio: “Aiuti più incisivi a famiglie in difficoltà”

Il Responsabile alle politiche universitarie della Lega Giovani Lazio è intervenuto a Canale Ponte Milvio: "Lo Stato deve capire che gli studenti sono fondamentali, soprattutto in questa fase per il rilancio del sistema Paese del futuro, e deve tornare a investire su scuola e università"

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di Francesco Amato

Sono rimasto abbastanza amareggiato poiché ho sentito esponenti del Governo parlare di tutto tranne che di scuola e università. Anche se in alcuni casi forse è meglio visto che ogni volta che parlano Azzolina e Manfredi viene da mettersi le mani nei capelli”. Così Ivan Fiorini, Responsabile Regionale alle Politiche Universitarie di Lega Giovani Lazio, nel corso della trasmissione in streaming “Canale Ponte Milvio” condotta da Riccardo Corsetto.

Per quanto riguarda le tasse universitarie, è chiaro che occorre una rimodulazione complessiva del calcolo delle tasse universitarie – ha detto Fiorini –. In questo momento l’unica misura possibile è sospendere le tasse universitarie, visto che gli studenti non stanno usufruendo del servizio”. Per il giovane leghista è necessaria “una rimodulazione del calcolo delle tasse universitarie”. Farlo attraverso “l’ISEE è ingiusto e anacronistico – spiega –. Si dovrebbe invece introdurre uno strumento che rispecchi in maniera più precisa la reale situazione economica dello studente in questione. Secondo Fiorini, è importante anche “introdurre degli strumenti più incisivi di sostegno alle famiglie che stanno attraversando molte difficoltà di tipo economico dovute all’emergenza che stiamo vivendo. Non solo sono necessari aiuti per gli affitti dei fuorisede, ma anche per gli abbonamenti al trasporto pubblico dei pendolari.

Il responsabile alle politiche universitarie della Lega Giovani interviene anche sul numero chiuso delle università. “Questo momento ci ha ricordato dell’importanza di medici, infermieri e personale sanitario – ha detto –. È un problema annoso, che l’università affronta da tanto e che è un modo di affrontare l’approccio al mondo universitario. Riguardo, in particolare, alla Facoltà di Medicina, secondo Fiorini “una soluzione può essere quella di rimandare il test d’ingresso alla fine del primo anno, permettendo l’accesso all’università a tutti quelli che intendono farlo, ma consentendo di proseguire solamente a chi abbia superato la scrematura dei primi esami.

Lo Stato deve tornare a capire che gli studenti sono fondamentali, soprattutto in questa fase per il rilancio del sistema Paese del futuro – ricorda il leghista in conclusione –. E quindi bisognerebbe investire sulle università: sulle strutture universitarie, che permettono più facilmente di uscire dal numero chiuso, ma anche sull’innovazione digitale degli atenei.

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