Roma: gabbiani in città, inizia il periodo riproduttivo. I provvedimenti da adottare

Tra la popolazione di gabbiani reali della Capitale è iniziata la stagione degli amori. Alcuni consigli per evitare eventuali tentativi di nidificazione

L'Unico Quotidiano Roma-gabbiani

Tra la popolazione di gabbiani reali della capitale è iniziata la stagione degli amori. Le nuove coppie in questo periodo si mettono alla ricerca di un nuovo spazio per nidificare, mentre le coppie già consolidate possono aver occupato un proprio spazio già da ottobre – novembre.

I luoghi preferiti da questi uccelli vanno dal Ponte Rotto vicino all’Isola Tiberina, dove sono presenti ormai da anni, ai cornicioni di monumenti e di palazzi antichi, a tetti, comignoli, abbaini, ma anche ormai, col continuo incremento della popolazione, ai terrazzi e balconi di normali palazzi moderni.

Si consiglia a chi possiede simili spazi esterni di dotarli, se possibile, di protezioni (reti, grigliati, piante alte) che creino un ostacolo, che tornerà utile anche per i piccioni. Bisogna  cercare comunque di abitare il più possibile i terrazzi, pulendoli, facendo giardinaggio, stendendo i panni, per scoraggiare eventuali tentativi di nidificazione. Si deve inoltre sempre evitare di lasciare cibo a disposizione; se si mettono mangiatoie per gli uccellini, queste dovranno essere protette dagli ospiti indesiderati.

Una volta che i gabbiani avranno fatto il nido e deposto le uova, tra marzo e giugno, sarà praticamente impossibile mandarli via (nidi e nidiacei sono protetti dall’art.49 f del Regolamento comunale sulla Tutela degli Animali) e la convivenza con loro è molto difficile. I gabbiani durante il periodo riproduttivo difendono il loro nido e i piccoli con molta decisione e possono essere aggressivi.

E’ inoltre sempre importante ricordare di non depositare rifiuti fuori degli appositi contenitori, perché costituirebbero una  facile fonte di cibo non solo per i gabbiani, ma anche per piccioni, ratti, volpi e soprattutto cinghiali, che in città si avventurano sempre più spesso proprio a causa del cibo che trovano a loro disposizione. (L’UNICO)