Garbatella, minisindaco Pace si dimette: “Non sono stato messo nelle condizioni di lavorare”

Si è dimesso il minisindaco del municipio VIII Garbatella Paolo Pace. "Non sono stato messo nelle condizioni di lavorare, perché quattro 'talebani' mi ostacolavano. Da Raggi nessuna risposta",dihiara

Sono ora ufficiali le dimissioni del minisindaco del municipio VIII Garbatella Paolo Pace. “Non sono stato messo nelle condizioni di poter lavorare – spiega disfiziato a Repubblica –. Qualsiasi iniziativa, o ipotesi di iniziativa in linea con il programma che avevamo votato, veniva ostacolata dai “talebani” del municipio che non facevano altro che mettere paletti, quattro consiglieri del Movimento 5 Stelle che si sono rivelati totalmente incapaci, si sono trovati dall’opposizione al governo e non sono stati in grado di portare avanti questo compito”.

“Ci siamo fatti da soli sia il governo sia l’opposizione, siamo stati bravissimi – aggiunge –. Non ci siamo fatti mancare niente. Siamo all’apoteosi della follia. E io non avevo altro scelta che quella di dimettermi perché non sono attaccato alla poltrona”. Un’esperienza, peraltro, che prova l’esistenza di correnti anche dentro il Movimento grillino. “Posso dire che su certi argomenti non si riesce a partire, a scegliere. Ci sono molti rallentamenti – precisa –. Insomma non posso credere che un progetto da 650 milioni, come quello dei Mercati Generali, venga bloccato da 4 consiglieri eletti con 20 voti”.

Pace evidenzia quindi il mancato appoggio della sindaca: “Non mi ha mai chiamato”, dice. E aggiunge: “Stimo Raggi, ma la vedo molto sola”. Contatti solo dal capogruppo capitolino Paolo Ferrara: “Mi ha mandato un sms il capogruppo comunale Paolo Ferrara. Poi l’ho incontrato e mi ha detto che era passato in Municipio solo per un atto dovuto. Speravo in una mediazione, invece mi sono sbagliato”. “Mi aspettavo di essere chiamato dalla sindaca e di poterci parlare di persona – aggiunge –. Ma dal Campidoglio mi hanno risposto che non è una tematica che compete loro, sono cose che ci dovevamo risolvere noi. Abbiamo fatto solo qualche riunione finita alla ‘volemose bene'”.

“Non so se rimarrò nel Movimento, sono molto deluso – spiega –. Ho capito che la differenza la fanno le persone, non il movimento o i partiti, ma credo che nei partiti certe persone non sarebbero mai arrivate in Municipio perché lì almeno fanno la gavetta. Parliamoci chiaro, sono entrati consiglieri con 20 preferenze che non hanno le capacità”. Pace è però sicuro sul suo futuro: “Torno a fare il dipendente dell’Eni, torno in servizio effettivo. E finalmente torno a guadagnare uno stipendio decente, per fare il presidente perdevo mille euro al mese”. (L’UNICO)