Giuseppe Conte: l’uomo per tutte le stagioni

Non è la pubblicità per un abito della Lebole, ma una verità a cui nessuno, almeno sinora, aveva mai pensato. L’abito, ovvero l’uomo di cui stiamo parlando, altri non è che Giuseppe Conte,  il due volte premier di strane ed innovative combinazioni di governo. La prima, appena conclusasi, giallo-verde, tra Movimento Cinque Stelle e Lega, alla cui base stava un contratto di governo. La seconda, appena iniziata, giallo-rossa, stavolta tra Penta-Stellati e gli immarcescenti Piddini, offertisi a mò di volontari “salvatori della Patria”. Sopra tutto e tutti, Lui, il due-volte ed inamovibile premier Giuseppe Conte. Di lui si è detto tutto e di più. “Avvocato degli Italiani”, “Premier super partes” da una parte, figura manovrata da due vice premier, Di Maio e Salvini, dall’altra.

Il tutto, salvo a governo caduto, avere una inversione delle parti negli apprezzamenti e nei lazzi. E così, per Salvini, Conte diverrà il volta gabbana, mentre per le schiere piddine, il due-volte premier, diverrà figura affidabile e seria. Taluno dice che dietro di lui c’è il Bildberg, talaltro ne fa un uomo dei gesuiti e di Monsignor Parolin, e così via, in una ridda di voci, ipotesi, accuse…in tutto questo rincorrersi di voci e note polemiche, sembra ci si sia, però, tutti dimenticati di un piccolo particolare: Conte non è mai stato eletto. Proprio così. E siamo ancora una volta, all’ennesimo premier non eletto negli ultimi anni. Un oscuro destino sembra perseguitare la vita politica del nostro sfortunato paese che, nel proseguio di una crisi economica e finanziaria senza fine, nei suoi  momenti più difficili, vede succedersi alla guida del governo, figure di tecnici o semi tecnici o, semplicemente, di uomini politici non eletti.

E il premier Conte è uno di questi. Con una profonda differenza rispetto ai suoi predecessori. Quella di Conte è stata una nomina frutto di un grave errore di valutazione del precedente esecutivo. Di fronte ai contrasti ed alle molte differenze di vedute che intercorrevano tra i due vincitori delle elezioni politiche del Marzo 2018, cioè Cinque Stelle e Lega, si volle trovare una figura di garanzia, “super partes”, a tutti i costi, anche se si trattava di infrangere uno dei tabù che avevano caratterizzato la appena trascorsa campagna elettorale: “mai più non eletti al governo”… E’ vero, Mattarella spingeva, le opposizioni non vedevano l’ora di far crollare il nascente esecutivo, bisognava fare in fretta. Ed in fretta si fece. L’ex simpatizzante di sinistra Conte, passato armi e bagagli ai Pentastellati, si trovò in un battibaleno alla guida di un esecutivo, in cui fungeva da premier di facciata, affiancato dalle figure di Luigi Di Maio e Matteo Salvini, nel ruolo di vice premier, quali reali coordinatori del nuovo esecutivo.

Ma al neopremier il ruolo di plastica in cui era stato relegato si vede non andava bene e così, alla prima occasione, dopo aver ben preparato il terreno assieme ai Pentastellati, esercitò la nobile ed italica arte del trasformismo che da De Pretis in poi, ha annoverato non poche illustri e meno illustri figure della nostrana politica. Un vicenda tutta italiana, su cui stendere un superiore sorriso di compatimento? Oppure il preoccupante  segnale di un destino che, un’oscura profezia insita nella nostra storia nazionale, sta portando a compimento? E’ da qualche tempo che il Movimento Cinque Stelle, per bocca del suo leaderino Luigi Di Maio, fa grancassa sulla proposta di una consistente riduzione del numero dei parlamentari.

Meno spese, meno oneri finanziari sulle spalle del povero cittadino si dice…ma anche meno partecipazione e democrazia. Ed a questo nessuno ci ha pensato. Ridurre la partecipazione democratica ad un ristretto circolo di persone, togliere gradualmente spazio e voce alle minoranze, sempre più premier non eletti. Al di là, dunque, di belle parole ed avvincenti slogan, “qualcuno”sta cercando di realizzare silenziosamente nel nostro paese un antico progetto: quello di fare dei vari stati nazionali europei, Italia in primis, delle repubbliche oligarchiche, rette da ristrette classi politiche prive di consenso popolare, governate da trattati internazionali, piuttosto che da leggi nazionali, tutti approvati senza alcun consenso popolare.

E così, ecco che va prospettandosi una Europetta multi etnica, franco-tedesca, a conduzione FMI, retta da tanti governicchi di facciata, capeggiati da premier non eletti, come appunto il nostro attuale Presidente del Consiglio, l’uomo giusto per tutte le stagioni, come recitava un antico slogan pubblicitario. Solo che qui non si tratta di una questione di look o di fashion; qui si tratta del destino di una nazione che, di questo passo, prenderà l’irrefrenabile china del declino. Riprendere in mano il destino della nostra collettività: questa è la sfida del presente e del futuro prossimo venturo. Un sfida che ci aspetta al varco. Senza se e senza ma. 

Umberto Bianchi

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Umberto Bianchi
Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.