Giustizia non fatta, Roma nord presenta il libro del Generale sui misteri degli anni di piombo

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Il Generale dell'Arma dei Carabinieri ed già capo del Nucleo Investigativo di Roma, Antonio Cornacchia insieme al giornalista Riccardo Corsetto
Giustizia non fatta“. Si è tenuta a Roma la presentazione, organizzata dal think thank OLTRE – Noi il Popolo, del libro sui grandi misteri degli anni di Piombo, scritto dal Generale dell’Arma dei Carabinieri, Antonio Cornacchia, nome in codice, ‘Airone1’, che rinvenne per primo il cadavere di Aldo Moro e arrestò il super bandito Renato Vallanzasca. L’incontro è stato moderato dal giornalista Riccardo Corsetto, sono intervenuti Anna Gentilini, direttrice editoriale della Armando Curcio Editore e il giornalista Francesco Castellini del Giornale dell’Umbria.
Il Generale dei Carabinieri Antonio Cornacchia è stato protagonista e testimone degli Anni di Piombo e strenuo difensore dello Stato contro il terrorismo politico e le Brigate Rosse. Non lo racconta mai ma è scampato a tre attentati escogitati per eliminarlo fisicamente. È stato stretto e fidato collaboratore di grandi Presidenti della Repubblica come Francesco Cossiga e Giovanni Leone. Il 9 maggio del ‘78, quando radiomobile chiamo’ “Airone1” – allora comandante del nucleo investigativo di Roma – , Cornacchia si precipita sul posto per quella Renault rossa sospetta in via Caetani.
Con un piede di porco forza il bagagliaio in cui, “ranicchiato” e ricoperto di fori e ogive, giace il corpo inerte dell’ex presidente del Consiglio Aldo Moro.

“Ucciso dallo Stato”.

Il Generale dell’Arma dei Carabinieri e già capo del Nucleo Investigativo di Roma, Antonio Cornacchia, insieme al giornalista Riccardo Corsetto
Airone1 sa di quel commando di Carabinieri “scelti” del Tuscania, posizionati in via Aurelia, pronti a intervenire per liberare l’ostaggio eccellente ma infine fermati da un ordine “divino”.
Così come non ha dubbi sui motivi che mossero la mano che porto’ all’esecuzione del giornalista Mino Pecorelli, ritenuto vicino a Vito Miceli del SID, e del poeta Pier Paolo Pasolini assassinato all’Idroscalo di Ostia.
Il Generale Cornacchia arrivo’ per primo, a capo delle investigazioni, anche sui corpi ancora caldi di Pasolini e Pecorelli.
Arresto’ personalmente il bandito Renato Vallanzasca, che fu condannato poi a quattro ergastoli e 295 anni di carcere.
“Il libro di Cornacchia – ha detto Corsetto – è utile a chi ha il bisogno di non dimenticare fatti cruciali della Storia italiana col tentativo di dipanare le nebbie che avvolgono dopo molti anni quei fatti.
Corsetto ha poi ringraziato l’avvocato Maurizio Scuderi e “l’amico di mille battaglie Massimo Colangeli” per la collaborazione nell’organizzare questo evento. (L’UNICO)
Il Generale dell’Arma dei Carabinieri e già capo del Nucleo Investigativo di Roma, Antonio Cornacchia, insieme al giornalista Riccardo Corsetto, al giornalista Francesco Castellini del Giornale dell’Umbria e ad Anna Angelini, direttrice editoriale Armando Curcio editore

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