Guerra Russia – Ucraina. Ecco come l’Italia può far scoppiare la Pace

L'Italia ha il potere di far scoppiare la pace in Ucraina. Ma non lo eserciterà, perché fa parte delle colonie invertebrate degli amici americani. A cui vogliamo bene, ma a cui a volte dovremmo saper dire di NO

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Vladimir Putin

di Riccardo Corsetto

Riccardo Corsetto Direttore L’Unico

Eppure l’Italia che è il Paese che si trova in mezzo ai litiganti, e prenderà quindi più schiaffi di tutti, potrebbe risolvere la questione ucraina, in men che non si dica. Imponendosi al mondo come faro di diplomazia e con una schiena dritta nei confronti degli amici americani, a cui vogliamo bene ma ai quali dovremmo imparare anche a dire qualche NO. Ma in 75 anni gli abbiamo sempre obbedito, e senza mai avere avuto nei loro confronti la dignità di guardarli negli occhi da pari a pari. Ci hanno salvato da Hitler e questo basta a prostrarci ai loro desiderata per i prossimi 1000 anni.  Eppure potremmo dire la nostra, analizzando lo scenario e le ragioni delle parti in causa, come popolo con mente assennata.

Forse rischieremmo il confino e la fine ingloriosa che toccò Craxi dopo il 1985 con lo sgarbo di Sigonella che per aver osato essere (o fare ) lo statista, fu decapitato con quella ghigliottina che festeggia proprio oggi i trent’anni, Tangentopoli, che in verità fu arma politica condotta a colpi di toga e martello, con una fanteria irregolare chiamata magistratura.

O povera Italia di bordello ostello. Quante botte prenderai tentando ancora di schierarti con quello che credi essere il più forte… Che inverni freddi alle porte altro che Covid. I prossimi che faranno affari con la pala saranno quelli che convertiranno le loro fabbriche last minute di mascherine in fabbriche di cappotti, cappelli di lana e industriali di stufe al pellet. Io, da par mia, parto avvantaggiato: ne ho già montata una 4 anni fa, e scaldo la mia famiglia e mi lavo col truciolo di abete. Sono autarchico dal gas da un pò e cucino a induzione. Ma non mi voglio perdere in chiacchiere e vi dico come si risolve la “Terza guerra mondiale” senza morti, feriti e ingrugnati. Seguitemi bene, perché il ragionamento è banalissimo ma nessun luminare di geopolitica, politico o santo virologo lo ha espresso in parole.

La Nato (che non è più un’alleanza del Nord Atlantico ma un’associazione nelle mani degli americani per controllare il mondo anche dopo la fine dell’URSS,) ha scatenato l’ira di Putin col il capriccio di voler a tutti i costi inglobare l’Ucraina. Entrando praticamente con le sue basi militarsi al confine con la Russia. Ma se il vostro vicino di casa vi piazzasse un fucile di alta precisione sul davanzale dritto verso la stanza dei vostri figli, voi sareste felici, o andreste a dirgliene quattro?

Ora le regole della NATO ci dicono una cosa importante: per entrare a farvi parte non basta bussare, ma bisogna essere accettati all’unanimità dai Paesi membri. ACCETTATI ALL’UNANIMITA’ dei membri. Questo significa che il NO dell’Italia, all’ingresso dell’Ucraina in NATO, sarebbe sufficiente a far placare Putin, a interdire gli USA e a spegnere le operazioni militari. Un voto quello italiano che varrebbe più dei 29 voti degli altri membri NATO. E ne abbiamo a iosa di motivi per dire NO all’ingresso dell’Ucraina.

Il primo è fermare una guerra. Il secondo tutelare il nostro interesse. Poi ce ne sono molti altri.

Non serve ripeterli, ce ne rendiamo conto ogni volta che andiamo e andremo a pagare una bolletta. Poi ci sono motivazioni storico, culturali e identitarie, e se volete anche emotive che spiegano le azioni di Putin. Al mondo occidentale non va giù l’esistenza di un uomo ancora “forte”, o forse non avevano considerato il fattore P.

Quanti di voi credevano che Putin bluffasse? Putin e la Russia stamattina hanno aperto il fuoco ma l’Italia e gli italiani hanno il potere di spegnerlo. Basta dire NO all’ingresso dell’Ucraina.

Del resto dal 1999 ad oggi, nell’organizzazione che si riferisce ancora antistoricamente al nord dell’Oceano Atlantico sono state inglobate Polonia, Repubblica Ceca, e Ungheria nel famoso “quarto allargamento”. Nel “quinto allargamento”, nel 2004, entrarono Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia.

Praticamente tutti i membri dell’anti-NATO, ovvero il Patto di Varsavia, hanno già cambiato fronte, da tempo, a ragione del fatto che il comunismo non solo è finito ma che dall’Est Europa non può arrivare più nessuna minaccia bellica di rilievo capace di impensierire la sicurezza occidentale. Come non lo è Putin se ingaggiasse una guerra col resto del mondo occidentale. Non è pazzo come Hitler da farlo o pensarlo.

Però la NATO non si accontenta di queste “certezze”, perché in ballo ci sono interessi economici, energetici, industriali, geopolitici e così nel 2006 diede coronamento a quello che gli storici ormai chiamano il “sesto allargamento”, che pure non aveva necessità alcuna se non quella di affermare una muscolare supremazia degli Americani agli occhi del mondo. e che vide entrare Albania, Croazia, Montenegro e Macedonia del Nord. Una macedonia appunto, che ci rivela ormai chiaramente che di “Nord Atlantico non c’è più nulla”, e che i membri potrebbero almeno rimodulare il nome NATO in “Fan club degli States” oppure, che ne so, “Amici fighi ma un po’ sottoni degli Stati Uniti d’America”.

Ora l’Ucraina sarebbe troppo. Pure per Putin che tanto è stato paziente. Lui che non è un tecnico all’italiana, prestato alla politica per servire interessi esterni. Ha una formazione militare, un orgoglio nazional-culturale, una schiena dritta quanto basta per accettare di farsi anche ammazzare.

Ci sono delle componenti antropologiche che credo sfuggano oggi a molti analisti occidentali e politici anche del fronte sovranista che si limitano a dire la madre delle banalità, ovvero che che “la guerra è brutta”.

Putin ha le sue ragione purtroppo in questa guerra, che piaccia o meno. Una guerra che gli è stata mossa silenziosamente già molti anni fa e che lui oggi ha solo reso rumorosa.

L’Italia dica NO all’invito dell’Ucraina nel Party “amici sadomasochisti di Washington”. Ci basterebbe dichiarare che per i prossimi 99 anni l’Ucraina per motivi di stabilità europea non è ammessa in NATO. E vedrete che bella pace che scoppierà. Ma chi ha le sfere oggi in Italia di fare una scelta del genere? Ci meritiamo quindi inverni freddi, una guerra inutile, e cappotti di lana al posto di mascherine. Io vado a ordinare bancali di pellet per la mia stufa. La Nato nacque per evitare le ostilità non per provocarle. Ricordiamocelo per stare in pace con noi stessi.

riccardo.corsetto@gmail.com

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