Idea di Draghi: scuole aperte fino al 30 giugno

Andare a scuola in estate per colmare i disagi della didattica a distanza: è la proposta del nuovo governo guidato da Mario Draghi. Una proposta che appare una follia agli studenti e che anche i sindacati bocciano. Draghi terrà conto delle voci di chi fisicamente dovrà andare a scuola in piena estate?

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Il nuovo Presidente del Consiglio Mario Draghi assicura l’estensione della didattica in presenza fino alla fine di giugno per la scarsa efficacia della didattica a distanza messa in atto in questi mesi. La proposta, però, ha degli ostacoli sia dal punto di vista della fattibilità della didattica stessa, sia da un punto di vista contrattuale dei docenti e del personale ATA. Il Premier prenderà in considerazione l’opinione di dirigenti scolastici, sindacati, e del nuovo ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, il quale non pone veti sulla continuazione, prima di prendere la decisone più opportuna.

Da quanto si apprende, i sindacati non sono d’accordo su questa iniziativa del nuovo Governo, anche se alcuni mesi fa l’ex ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina in una trasmissione aveva esplicitamente detto che sull’apertura delle scuole fino a fine giugno i sindacati avevano dato il loro consenso. Insomma, gli stessi che a suo tempo avrebbero consentito la proposta di Draghi, oggi smentiscono il tutto, e anzi sostengono il lavoro in didattica a distanza dei docenti.

Anche gli studenti dissentono da questa iniziativa. La maggior parte di essi, infatti, vede questa proposta come una follia. Gli studenti sostengono che la didattica, pur con tutte le difficoltà, non abbia subito mancanze e disagi in questi mesi, e quindi la continuazione fino a fine giugno sarebbe inutile e poco rispettosa.

scuola pandemia
Lezioni a scuola in tempo di pandemia

Sorgono dubbi, di conseguenza, anche sull’esame di maturità. Se il calendario scolastico dovesse essere davvero ampliato, con certezza si andrebbe incontro anche allo slittamento degli esami. E se venissero fatti a luglio, molti studenti avrebbero soltanto poche settimane di intervallo con l’inizio dell’università, e quindi per la preparazione agli eventuali test di ammissione.

Tirando le somme delle opinioni di tutti, tutti quelli che sono direttamente coinvolti da questa proposta manifestano netto disaccordo. Ancora si tratta solamente di una bozza formulata dal governo che soltanto oggi ha ricevuto la fiducia dalle Camere. Il Premier Draghi non potrà, però, tenere conto delle opinioni di chi fisicamente sarebbe costretto ad andare a scuola in piena estate.

Filippo Alasia

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