Impianto Salario, Ama: “Funzionamento regolare, allarmi ingiustificati”

Ama comunica che il ciclo produttivo dell’impianto Salario non ha subito riduzioni significative. "Nei mesi di luglio e di agosto la pressa scarti ha funzionato regolarmente per poi essere sottoposta ad un intervento di manutenzione straordinaria. Nel periodo in oggetto l’operatività è stata comunque garantita" dichiara

 

In riferimento alle notizie apparse sui giornali relative al funzionamento dell’impianto Salario, Ama comunica in una nota “che le stesse sono fuorvianti e prive di fondamento in quanto, negli ultimi mesi, il ciclo produttivo dell’impianto non ha subito riduzioni significative”.

“Nei mesi di luglio e di agosto 2016, infatti, – spiega la nota – la pressa scarti dell’impianto Salario ha funzionato regolarmente per poi essere sottoposta, nel periodo settembre-novembre 2016, a un radicale intervento di manutenzione straordinaria che ha comportato, tra gli altri, anche la sostituzione di una lama spezzata. Nel periodo in oggetto l’operatività è stata garantita mediante un nastro di by pass esistente, che ha ridotto al minimo gli intervalli di fermo del TMB”.

“Al riavvio della macchina, il 1 dicembre scorso,  – prosegue la nota – a causa di un rumore anomalo proveniente da una pompa, si è proceduto all’estrazione della stessa e alla sostituzione del pezzo idraulico: operazione grazie alla quale il 2 dicembre la pressa era già nuovamente funzionante”.

Inoltre, contrariamente a quanto sostenuto dagli organi di informazione, l’azienda smentisce che nell’ultimo periodo” all’interno dell’impianto Salario vi siano stati eventi che abbiano influito sulla sicurezza dei lavoratori e sui metodi di lavoro. Questi ultimi, infatti, prevedono in ogni caso la presenza di un operatore all’interno della zona di ricezione dei rifiuti per la movimentazione del materiale conferito (così come compiutamente descritto nel Documento di Valutazione del Rischio, in cui sono indicati i dispositivi di protezione individuali e collettivi per la protezione del lavoratore)”.

 

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