Ippodromo Capannelle, indagati Alemanno ed esponenti della sua giunta

Il giudice Battistini ha prorogato di sei mesi l'inchiesta della Procura di Roma sulla gestione dell'ippodromo di Capannelle in cui è coinvolto l'ex sindaco Alemanno per abuso di ufficio. Il canone annuo di affidamento dell'appalto, secondo gli autori dell'esposto, sarebbe incongruo

La Procura ha messo sotto inchiesta l’ex sindaco Gianni Alemanno e alcuni esponenti della sua giunta per la gestione e l’affidamento dell’ippodromo delle Capannelle.  Nei loro confronti il pm Erminio Amelio contesta il reato di abuso d’ufficio.

Nei giorni scorsi il gip Massimo Battistini ha concesso la proroga delle indagini per altri sei mesi. Alla base del procedimento un esposto della Federazione nazionale trotto e dall’Unione proprietari trotto riguardante la nuova pista e la sua conversione per la presenza di entrambe le specialità: trotto e galoppo.

Nel registro degli indagati oltre Alemanno anche l’ex vicesindaco Sveva Belviso e gli ex assessori Alfredo Antoniozzi, Davide Bordoni e Fabrizio Ghera. L’indagine si concentra sulle delibere firmate dall’ex sindaco che hanno permesso, a suo tempo, alla società Hippogroup di proporre il concordato preventivo e vedersi affidare l’ippodromo per una cifra di poco più di 65mila euro l’anno. Una cifra che i denunciati giudicano esigua rispetto alla vastità dell’area di Capannelle di circa 170 ettari. (L’UNICO)

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