Islamizzazione europea. Dalla predizione di Oriana Fallaci alla tragica realtà di oggi

Tra soli trent’anni si dice che gli islamici “invaderanno” l’Europa, essi saranno più che raddoppiati, si parla di un incremento del 125%. Ci viene da pensare chi controllerà il nostro futuro, e in nome di quali Istituzioni. Se il problema dell’Europa è quello demografico, dovrebbe esserci l’ingresso di donne e nuclei familiari. Invece il 90% degli ingressi è appannaggio di uomini che arrivano da soli. Se l’Italia ha bisogno di immigrazione, perché non prendere immigrati venezuelani di origine italiana, che vivono in un paese nel quale regna povertà, fame e persecuzioni da parte del regime comunista di Maduro? L’immigrazione globalista di massa non fa altro che scardinare la nostra identità distruggendola. Sì all’accettazione, e quindi tolleranza, convivenza e integrazione, ma non sottomissione. Gli italiani – con il loro voto – hanno dimostrato di volere un’immigrazione controllata e un’integrazione effettiva, fatta di corsi di italiano e di educazione civica, e che le preghiere nelle moschee siano in lingua italiana, compresa da tutti, nonché il divieto di indossar il Burqa o altri indumenti lesivi del ruolo della donna e pericolosi per la sicurezza.

Negli “Italiani brava gente” c’è l’accettazione piena dell’altro, purché questo “altro” non pretenda di cambiare la nostra vita, ma accetti di integrarsi rispettando le nostre leggi. Tra il 2014 e il 2016, Emma Bonino, già Ministro degli Esteri, insieme a Renzi e con il beneplacito della Merkel, di fatto accettò di farsi di scaricare, da ONG e non, tutti i migranti ritrovati nel Mediterraneo. Si realizzò quindi un colossale business più lucroso del mercato della droga. Ancora più grave è quello che è accaduto in Africa, dove gli abitanti partono attraverso associazioni mafiose criminali europee e salgono su un finto gommone, collegandosi via radio alle navi delle ONG, per essere ripescati e scaricati nell’accoglientissima e disponibilissima Italia, dove ogni immigrato ci costa ben 1200 euro al mese.

Questa oscura strategia di afro-islamizzazione dell’Italia, già predetta da Oriana Fallaci, sembra davvero inarrestabile. La scrittrice era fermamente convinta che l’Europa non ci sarebbe più stata, e sarebbe stata sostituita dall’Eurabia, così continuava la fandonia dell’Islam «moderato», la commedia della tolleranza, la bugia dell’integrazione, e con questa il tentativo di farci credere che il nemico è costituito da una minoranza, ma che vive a casa nostra, vestito all’occidentale, perfettamente inserito nel nostro sistema sociale con la famiglia, e pazienza se la famiglia è spesso composta da due o tre mogli, pazienza se la moglie o le mogli le fracassa di botte, pazienza se non di rado uccide la figlia in blue jeans, pazienza se ogni tanto suo figlio stupra la quindicenne bolognese che col fidanzato passeggia nel parco.

Un nemico che in nome dell’umanitarismo e dell’asilo politico accogliamo a migliaia per volta, anche se i Centri di accoglienza straripano, scoppiano e non si sa più dove metterlo. Un nemico che appena installato nelle nostre città si abbandona alle prepotenze ed esige l’alloggio gratuito o semi-gratuito, nonché il voto e la cittadinanza. Tutte cose che ottiene senza difficoltà. Un nemico che ci impone le proprie regole e i propri costumi. Che bandisce il maiale dalle mense delle scuole, delle fabbriche, delle prigioni. Che aggredisce la maestra o la preside perché una scolara bene educata ha gentilmente offerto al compagno di classe musulmano la frittella di riso al marsala, e quindi «col liquore». Un nemico che negli asili vuole abolire, e anzi abolisce il Presepe e Babbo Natale. Che il crocifisso lo toglie dalle aule scolastiche, lo getta giù dalle finestre degli ospedali, lo definisce «un cadaverino ignudo e messo lì per spaventare i bambini musulmani».

Notiamo che tutto ciò che aveva predetto la Fallaci tantissimi anni fa non fa una grinza. L’Europa vive nella paura che il terrorismo islamico abbia un obbiettivo molto preciso: distruggere l’Occidente, ossia cancellare i nostri principi, i nostri valori, le nostre tradizioni, la nostra civiltà. Ma il discorso della Fallaci è caduto nel vuoto. Perché nessuno l’ha raccolto?

Ogni tentativo di arginare la grave maglia dell’immigrazione viene rigettato dal circo dei buonisti irresponsabili, che nel nome della salvezza delle vite umane credono che chiunque si trovi per puro caso nel Mar Mediterraneo, anche a centinaia di miglia delle coste italiane, deve essere portato obbligatoriamente in Italia. Chissà perché non in Tunisia, Creta, Malta, Cipro, Grecia, Turchia, Marocco, Spagna. Guarda caso arrivano in quello sterminato campo profughi che sta diventando il Mezzogiorno d’Italia.

È quello che i decreti sicurezza di Matteo Salvini hanno cercato di fermare, questo losco traffico che produce effetti devastanti sull’Italia, d’accordo con Giorgia Meloni. Entrambi pensano, per il bene del Paese, che milioni di africani non provengono da zone di guerra, ma dalla Nigeria, dalla Costa d’Avorio, dalla Tunisia. Non si tratta, quindi, di famiglie disperate, ma di ragazzoni ben messi, o ragazzi minorenni che si avviano al mercato della prostituzione, o altri che alimentano il mercato della droga, saldamente governata dalla mafia nigeriana. Fingere di non poter fermare tutto questo è stata la grande colpa del PD, di una parte della Chiesa e di sedicenti associazioni umanitarie.

Se noi accettassimo questo principio, per cui l’Europa e l’Italia divengono permeabili a qualsiasi flusso migratorio, la catastrofe sarebbe inimmaginabile, come la stanno nuovamente rendendo tale PD e M5S. Il blocco navale è un atto indispensabile. Sarebbe sensato smettere di utilizzare la nostra Marina per presidiare un traffico mafioso come da anni chiede di fare Fratelli d’Italia con Giorgia Meloni. Sarebbe doveroso applicare la legge nei confronti di chi attenta alla sovranità dello Stato, combattere la mafia nigeriana, riportare al centro la difesa della sicurezza dei cittadini. Che cosa raccoglie quella misteriosa miscela di idealità e concretezza che fa di un Popolo una Nazione, e di una Nazione una Patria? Siamo ormai in balia di un migrazionismo globalista esasperato e assassino.

Erika Kamese