Istituto Regina Elena: un nuovo studio sulla crescita tumorale

Uno studio che delinea nuove frontiere terapeutiche che, potrebbero essere trasferite al trattamento di diversi tipi di neoplasie

Due sono le proteine protagoniste dello studio firmato dal team di ricercatori di Oncogenomica e Epigenetica dell’Istituto Regina Elena, diretto da Annamaria Biroccio: il loro nome è TRF2 eSIRT6, quest’ultima è un oncosoppressore che “blocca” l’espressione della prima, che, invece, ad alte concentrazioni favorisce la formazione del tumore. Il lavoro è finanziato dall’Associazione Italiana Ricerca Cancro, AIRC.

I telomeri sono le regioni terminali dei cromosomi che preservano l’integrità del genoma. Generalmente questa protezione avviene grazie all’integrazione di due meccanismi: l’attività dell’enzima telomerasi, che permette l’allungamento dei telomeri, e il complesso Shelterin, un insieme di sei proteine che regolano l’attività telomerasica e proteggono il telomero da ricombinazioni anomale. Una di queste proteine è TRF2 e, da tempo, viene studiata per il suo ruolo nella formazione dei tumori: nei mammiferi, infatti, una sua quantità elevata sembra essere correlata alla carcinogenesi, anche se i meccanismi molecolari non sono del tutto conosciuti.

“Proprio in questa direzione è orientata la nostra ricerca – spiega Annamaria Biroccio -. In particolare, abbiamo identificato l’oncosoppressore SIRT6 quale nuovo partner molecolare di TRF2, perché ne regola la sua funzione nei tumori”.

“Lo studio – evidenzia Biroccio – portato avanti con successo da due ricercatrici del mio gruppo: Angela Rizzo e Sara Iachettini, ha il merito  di aver identificato l’importante interazione molecolare che vede l’oncosoppressore SIRT6 in grado di modificare la proteina TRF2. Nei tumori la quantità di SIRT6 non è sufficiente a contrastare l’alta concentrazione di TRF2, che si trasforma in un’oncoproteina, in grado non solo di favorire la carcinogenesi ma anche di alterare la risposta ai farmaci antitumorali”.

“Questo studio – conclude Gennaro Ciliberto, Direttore Scientifico IRE – delinea nuove frontiere terapeutiche che, potrebbero essere potenzialmente trasferite al trattamento di diversi tipi di neoplasie”. (L’UNICO)

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