Josip Bidenić e il macellaio di origini trentine

Si è detto che l'amicizia di Joe Biden con Tito sia giustificata dal fatto che il Presidente eletto degli USA non sapesse nulla delle foibe e dei genocidi commessi dal maresciallo slavo. Ma è davvero così?

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Piano piano la verità viene a galla e si capiscono tante cose.

Giorni addietro un imbecille, per giustificare l’amicizia e la stima di Joe Biden verso il noto criminale assassino Josip Broz detto “Tito” (famiglia di boscaioli originaria di Trento emigrata tempo prima in Slavonia), ha azzardato che Joe Biden non sapeva nulla di foibe e di genocidi commessi dai comunisti agli ordini del detto criminale, in danno di italiani e anche croati, sloveni, serbi e di altre etnie. Ciò per il fatto che quegli eventi erano stati volutamente occultati anche dalla stessa Italia (e questo è vero).

Ma i fatti e i documenti dicono altro: non solo che Joe Biden era al seguito del diplomatico USA Averell Harriman, che si incontrò lungamente due volte a Spalato e a Brioni con il noto assassino nel 1980, suo vecchio amico, poco prima che questi morisse (Foreign Relations of the United States, 1977-1980, vol. XX, Eastern Europe – Office of Historian), e non solo partecipò commosso (…) a Lubiana ai funerali di Edward Kardely (che, unitamente a Milan Gilas, erano stati compagni di merende con il satrapo di origine trentina, ma poi litigarono, forse per soldi) – quel Kardely che, assieme a Gilas fu mandato dall’assassino a dar manforte in Istria, Fiume e Dalmazia, agli altri assassini comunisti che infoibavano e uccidevano in altri modi mai immaginati prima dalla più perversa mente umana cittadini italiani (uomini, donne, vecchi, bambini, Sacerdoti e soprattutto povera gente) – ma c’è di più: il detto Joe Biden in realtà si chiama o si chiamava Josip Bidenić (in USA è facile cambiare nome e cognome, come le targhe delle automobili), di chiara origine croata, estremo fautore del proclama-programma “Trst je naš”.

Qualcuno vuole davvero pensare che questo fiore di prato della “democrazia” americana nulla sapesse dei genocidi commessi in Jugoslavia dal satrapo macellaio? È a questo soggetto, che il figlio di Bernardo Mattarella, il Conte Tacchia e l’obnubilato fiorentino, con il Conte marchigiano e il fratello del Commissario Montalbano si sono affrettati a fare le congratulazioni. Che figura di merda!

Figura di merda anche perché il Governatore dell’Ohio e quello della Florida hanno promosso causa contro il governo della Pennsylvania per essere stato questo un organizzatore di frodi. Ne sarà investita la Corte suprema. Poi, se i “media” sono tutti attendibili (?) c’è che il sito di informazione “Real Clear Politics” ha “attribuito” a Trump anche la Pennsylvania. E basterebbe questo per l’acquisita vittoria elettorale di Donald Trump.

Se i controlli in corso nei sette Stati in sospeso non dovessero concludersi nel termine fissato dell’8 dicembre 2020, le Assemblee legislative di questi Stati designerebbero i loro “Grandi Elettori” a prescindere dall’esito delle votazioni. In sei di questi sette Stati la maggioranza è repubblicana e dunque per Donald Trump. E il voto postale è stato espresso per tre quarti su schede elettorali false: il 99% di questi voti è stato fraudolentemente attribuito a Joe Biden.

E con questo mi sia consentito rivolgere un affettuosissimo vaffanculo a tutti i cosiddetti “democratici”, a qualsiasi latitudine dell’orbe terracqueo.

Augusto Sinagra
dal blog “Avanguardia”

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