Kentridge, intervento della Sovrintendenza per la rimozione scritte vandaliche

"Danneggiare la bellezza è un segno di stupidità, talvolta inconsapevole dell’impatto del gesto che si compie: il godimento dell’arte è e resta diritto di tutti" dichiara Luca Bergamo

E’ iniziato oggi l’intervento della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di rimozione delle scritte vandaliche che hanno deturpato il fregio Triumphs and Laments realizzato da William Kentridge sulla riva del Tevere tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini. Le operazioni di restyling dureranno sei giorni lavorativi.

“L’intervento – afferma il vicesindaco e assessore alla Crescita culturale Luca Bergamo – restituirà la necessaria dignità ad un’opera che arricchisce la Capitale”.

Durante il sopralluogo di verifica il Servizio Restauri della Sovrintendenza Capitolina è intervenuto per esaminare lo stato di conservazione del fregio dopo la realizzazione sulle superfici di scritte vandaliche e ha appurato la presenza di scritte sparse realizzate soprattutto con spray che ricoprono  complessivamente circa 30 mq di superficie, verificando così i dettagli tecnici e le caratteristiche delle scritte in modo da poter individuare l’intervento più idoneo.

 

“L’intervento – sottolinea Bergamo – viene realizzato in accordo con l’artista, a cui mi sono direttamente rivolto prima di dare il via alle operazioni perché il restauro di un’opera contemporanea, integrata nello spazio urbano, deve avvenire con il consenso dell’autore che ne ha fatto dono alla città. Danneggiare la bellezza – spiega – è un segno di stupidità, talvolta inconsapevole dell’impatto del gesto che si compie: il godimento dell’arte è e resta diritto di tutti, il nostro compito è promuoverlo e rimuovere le cause oggettive e soggettive alla sua realizzazione”.

Le scritte, in maggioranza tags, hanno estensione e caratteri differenti tra loro e si trovano tutte entro un’altezza di 2 metri da terra ed eseguite con vernici e spray di colorazioni diverse; sono state realizzate per lo più nei fondi chiari del murale, mentre solo una piccola parte ricopre la patina scura che definisce le figure.

Al momento della realizzazione dell’opera, le superfici in travertino del muraglione erano già in parte imbrattate da numerose scritte, che furono rimosse per  l’esecuzione del fregio.

L’intervento di manutenzione sarà eseguito tenendo conto del pronto intervento effettuato  su 3 mq di superficie: per le scritte che ricoprono le parti figurate, scure, si procederà con velature per attenuare le scritte senza offuscare l’effetto di trasparenza che caratterizza le patine biologiche con le quali, è costruita la raffigurazione mentre per le scritte eseguite sui fondi chiari è necessario un intervento più articolato che prevede idrosabbiatrice o microsabbiatrice e riequilibratura delle superfici pulite con colori a velature trasparenti, per restituire continuità cromatica e uniformare, ai toni generali dell’opera.

Triumph and  Laments è un muro lungo 550 metri e alto fino a 10 metri che racconta la storia di Roma. L’opera è stata inaugurata il 21 aprile 2016, in pieno anno giubilare e in occasione del Natale di Roma, sugli argini del Tevere, tra Ponte Mazzini e Ponte Sisto – tratto ribattezzato per l’occasione “Piazza Tevere”.

Il fregio si compone di circa 80 figure, alte fino a 10 metri, e si snoda sugli argini del fiume raccontando in ordine non cronologico ‘trionfi e lamenti’ della Capitale, dall’età antica fino a oggi, da Romolo che fonda Roma e uccide Remo, alla morte di Pasolini. Un’opera destinata comunque a durare solo quattro o cinque anni: “Il muro è ricoperto da una patina che lo rende scuro e copre il bianco del travertino – spiega lo stesso artista – “non è un disegno su superficie, ma un’opera che emerge da questa patina per poi essere riassorbita dal muro”. (L’UNICO)

 

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