La Brexit italiana parte da Foggia: un milione i membri di StopEuropa Italiaexit

In una settimana hanno attirato quasi un milione di persone al motto di usciamo dall'Euro. StopEuropa Italiaexit si definisce oltre la destra e la sinistra. Ma al momento non ha un programma politico, e l'unico connettore tra i membri resta la volontà di abbandonare la moneta unica per tornare alla Lira e alla sovranità nazionale, con una banca pubblica che faccia da prestatore di ultima istanza.

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(*) Riccardo Corsetto, giornalista romano, collabora per il Borghese e il Candido

di Riccardo Corsetto*

Parte da Foggia la rivoluzione in salsa italiana della Brexit. A capitanarla un avvocato e un imprenditore di Foggia, Michele Farina e Enzo Dota,  che il 13 marzo 2020, hanno creato il gruppo Facebook,  StopEuropa – Italexit. Risultato?

788.010 membri aggregati. Farina è avvocato penalista, un passato in Banca Mediolanum e fondatore di YouAmItaly ed Enzo Dota, presidente di Rete del Mediterraneo ed esperto web.

 

Sono loro che in una settimana hanno attirato quasi un milione di persone al motto di usciamo dall’Euro. Tanto che c’è qualcuno che ora non crede allo spontaneismo. “Dev’esserci dietro qualche algoritmo per monitorare il comportamento dei ribelli dell’euro”. Una profilazione insomma, voluta dai cattivi della Silicon Valley, ad insaputa – beninteso – degli stessi fondatori. Resta il fatto che ora i promotori del gruppo non hanno un bazooka, ma un arsenale: quasi un milione di membri attivi, sufficienti per creare mobilitazioni. Ci sono partiti italiani, rappresentati in parlamento, che non hanno nemmeno un quinto dei follower di Farina e Dota.

Adesso bisognerà capire come i due foggiani utilizzeranno il bacino. Abbiamo visto altre esperienze disperdersi: ricordate il Popolo Viola? O le recenti sardine? Nate e defunte, nell’alveo della sinistra, con funzioni, in verità strategico-elettorali sul breve raggio. Ma nessuno aveva sfiorato il milione di utenti in 7 giorni. Basti pensare che l’unico movimento politico ufficialmente in campo contro l’Euro, è quello fondato dal filosofo marxista Diego Fusaro, Vox Italie (valori di destra, idee di sinistra) che però non raggiunge che poche migliaia di follower. Dopo c’è CasaPound, parlando di movimenti organizzati “no euro”, che però su Facebook ha circa 300 mila utenti.

Anche StopEuropa Italexit si definisce oltre la destra e la sinistra. Ma al momento non ha un programma politico e l’unico connettore tra i membri resta la volontà di abbandonare la moneta unica per tornare alla Lira e alla sovranità nazionale, con una banca pubblica che faccia da prestatore di ultima istanza. A spiegare l’exploit di StopEuropa Italexit, oltre ai misteri degli algoritmi di Facebook, un ruolo deve averlo giocato l’ondata emotiva legata alla crisi del coronavirus. Gli annunci alla Ponzio Pilato della Lagarde, l’assenza dell’Europa nella gestione dell’epidemia, lo spauracchio del MES, procedura fallimentare più che FondoSalvaStati. Concetti che anche l’italiano medio, grazie al Coronavirus inizia a masticare. La pandemia del resto è apparsa sin da subito, agli eurocritici italiani, come il momento per rovesciare il sistema. Il sistema Euro s’intende. Una moneta che negli ultimi vent’anni ha segnato il declino della piccola, media e grande imprenditoria italiana.

Portando, nei fatti, ad una colonizzazione sistematica del sistema industriale, pubblico e privato, italiano, e alla estinzione del micro tessuto commerciale urbano. Trasformando i centri urbani italiani da quartieri in dormitori. La Storia insegna che i grandi cambiamenti o le inversioni a “U” avvengono sempre per la deflagrazione di una crisi. Il detonatore dell’Euro potrebbe essere oggi il Covid19, che svela  tutte le controindicazioni della modernità mondialista, e soprattutto la fragilità di un sistema economico comunitario che delega la sussistenza delle economie nazionali allo scambio e alle bilance commerciali. Ma in cui l’assenza di una banca nazionale e l’assenza di flessibilità di cambio non consentono al Paese di gestire gli aggiustamenti dei fondamentali, di crescere e di rispondere agli shock esterni. Come in caso di pandemie. Il caso dell’insufficienza delle mascherine e di posti letto negli ospedali ha riportato in auge i principi dello Stato sociale e dell’autarchia, o autosufficienza, se autarchia vi pare troppo.

Ora bisognerà capire come gli organizzatori gestiranno questo gruppo che sembra la base ottimale per una mobilitazione. Intanto è stato annunciato che StopEuropa Italexit si strutturerà presto in movimento politico, e pubblicherà il programma: né di destra né di sinistra, precisano i fondatori, e slegati dai partiti. Nei numeri, StopEuropa somiglia molto alla bestia di Matteo Salvini ideata dal guru Luca Morisi. Chissà se lo spin doctor del Capitano ha già messo like al gruppo Italexit di Farina e Dota. Da un pò in Lega, si è riaccesa la dialettica tra l’euroinsofferenza degli economisti alla Borghi e Bagnai, e il realismo equilibrato di Giancarlo Giorgetti, fautore della critica all’Euro dall’interno. Ma il timore ora è che la Meloni e altre formazioni recuperino voti nel bacino del sovranismo proprio sul tema dell’euroscetticismo. Una tendenza che il Coronavirus, indubbiamente, ha esteso esponenzialmente ad una platea di italiani, che fino a ieri non si interessava di Euro e sovranità monetaria.

Riccardo Corsetto (segui su Fb: RiccardoCorsetto1980) 

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