La crisi che verrà, non basta il bel faccino di Ursula Van der Lyen

La sigrora è stata nominata a tal carica, con l’avallo del blocco di tutti quei partiti che fanno in qualche modo capo e riferimento agli interessi del Globalismo ed a cui si sono accodati anche i Pentastellati

di Umberto Bianchi

L’aria accomodante, accompagnata ad un aspetto, tutto sommato, gradevole, un sorriso accattivante, fanno della signora Ursula Van der Lyen, una bella figura di donna, una di quelle persone che, in un qualsivoglia contesto ufficiale, non ti fa mai sfigurare. Se poi, all’aspetto fisico, si somma la innata capacità di mettere insieme discorsi, in grado di accontentare tutti i gusti e tutti i tipi di uditorio, allora ci siamo, va benissimo così. A questo punto, però, qualcuno ci dovrebbe spiegare cosa c’entra tutto questo, con la nomina alla Presidenza della Commissione Europea. Nulla, se non per il fatto che la signora di cui sopra, è stata nominata a tal carica, con l’avallo del blocco di tutti quei partiti che fanno in qualche modo capo e riferimento agli interessi del Globalismo ed a cui, udite udite, si sono accodati anche i Pentastellati, tanto lesti ad indire crociate anti sistema, quanto nel perdersi in un bicchier d’acqua e nel prendere cantonate clamorose come questa. L’avere un bel faccino, il parlare di salari minimi, non può e non deve costituire ferrea garanzia di chissà quale, straordinaria qualità politica. Credo che nessuno oggi, (almeno a chiacchiere, sic!) si batta per la povertà diffusa o la sperequazione sociale, almeno non ufficialmente. I discorsi della nostra Ursula, hanno il sapore dolciastro del prodotto ideologico preconfezionato, in cui tutto si può dire, nulla dicendo. E le forze che la appoggiano, ce la dovrebbero dir lunga sul personaggio. In un contesto, come quello del Circo Equestre di Bruxelles, in cui la Presidenza della Banca Centrale è stato affidato alle amorevoli cure di Christine Lagarde, ovverosia dell’istituzione usuraia chiamata FMI, pensare che questa persona possa pensare una qualche novità o istanza di reale cambiamento, è follia pura. Ora, come abbiamo già accennato, non è la prima volta che i Pentastellati, alleati della Lega nella attuale coalizione di governo, prendano certe gravi cantonate, oltretutto accompagnate dalla insana pretesa di far critiche a getto continuo su tutto e di più, dalla questione immigrazione al decreto sicurezza, dalla questione Tav alla flat tax ed oltre ancora, scatenando in tal modo l’ilarità delle opposizioni ma anche, ciò che più preoccupa, regalando a costoro ulteriori motivazioni per attaccare l’attuale esecutivo, all’insegna del “si stava meglio quando si stava peggio”. Senza dubbio alcuno, Lega e Cinque Stelle condividono una comune base ideologica, costituita da due elementi portanti: trasversalismo e democrazia diretta. Ambedue si collocano in modo “trasversale”, oltre la consueta linea di demarcazione destra- sinistra che ha caratterizzato la politica italiana ed occidentale in genere, negli ultimi settanta e più anni. Ambedue sono animati da istanze plebiscitarie che, nella Lega partono dalle realtà territoriali locali (Regioni), nei Cinque Stelle invece dalla Rete, eletta a vera e propria “vox populi”, ambedue concretizzantesi nella pratica della democrazia “diretta”, ovverosia il diretto intervento della volontà popolare nelle determinazioni della politica, senza passare attraverso la mediazione partitica, in tal caso ridotta a semplice esecutrice da quanto plebiscitariamente espresso. L’esecutivo giallo-verde, rispetto ai precedenti, nasce pertanto, all’insegna della novità ed anti sistematicità più assoluti. Nel mirino, in primis, la globalizzazione ed il predominio dell’economia finanziaria e dei suoi strumenti istituzionali, su tutto il resto. E quindi serrata critica alle istituzioni europee, all’Euro, all’eccessivo ed ottuso burocratismo, all’ odioso ed oppressivo fiscalismo, ed a tutte le altre espressioni della Dittatura Occulta. O si è con il Globalismo o gli si è contro, con tutto ciò che ne consegue. I nostri amici del Cinque Stelle sembrano ancora non aver bene inteso questa profonda, ma anche elementare, realtà. Tentennano, nicchiano, ondeggiano, criticano, senza riflettere sul fatto che, ad oggi, ogni tentennamento o ondivaga decisione, costituisce un regalo al Globalismo ed ai suoi scherani. Pertanto, se si vuole che le cose vadano avanti e procedano al meglio, così come sottoscritto davanti al corpo elettorale, sarà necessario che chiarezza sia fatta e presto, senza esitazioni. In caso contrario chi, bloccando continuamente l’azione dell’esecutivo, ne avrà scatenato la crisi e la fine, se ne dovrà assumere in pieno la responsabilità storica e morale, davanti al corpo elettorale intero.

CONDIVIDI
Articolo precedenteMagliano Sabina, bagarre su bilancio. Lega abbandona aula
Articolo successivoRisorse romane: dal nigeriano con due chili di eroina nella pancia, alla cubana che picchia “nonno”
Umberto Bianchi
Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.