Lega, De Santis fa il punto della situazione sulla Sabina: “I nostri imprenditori meritano di crescere”

Alberto De Santis fa il punto della situazione della Lega a Poggio Mirteto e nel territorio sabino: "Ci stiamo strutturando per farci conoscere meglio e presentarci con le carte in regola alle prossime elezioni, confermando la scelta di andare da soli con il nostro programma che stiamo realizzando anche da posizioni di minoranza".

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A partire dalla cena dello scorso mercoledì a Poggio Mirteto, il consigliere comunale e coordinatore della Lega di Poggio Mirteto, Alberto De Santis, fa il punto della situazione sulle attività della Lega nel territorio sabino.

Com’è nata la cena di mercoledì 1 luglio a Poggio Mirteto?
Durante alcune serate politiche romane abbiamo avuto l’occasione di parlare con la senatrice Marzia Casolati, ed in queste piacevoli chiacchierate con Massimo Colangeli la senatrice, che è particolarmente sensibile ai territori ed al potenziale che ognuno di essi può esprimere in un’ottica di sinergia nazionale, si è incuriosita su Poggio Mirteto e la Sabina tutta. Il discorso Sabina si è continuato a sviluppare anche grazie a Sonia Oreti, uno degli animi fondanti del nostro gruppo e amica della senatrice e non solo, e si svilupperà ulteriormente.

Come avete scelto produttori e location?
Semplice: abbiamo scelto in base al merito e non alla vicinanza politica. Promuovere e sviluppare la Sabina vuol dire promuoverla tutta e non solo una parte, noi non siamo il PD. Per questo vi era una piccola rappresentanza degli amministratori leghisti. Non dovevamo essere noi i protagonisti ma il territorio e le attività produttive che lo animano.
Il lavoro e l’informazione rendono gli uomini liberi ed autonomi nelle proprie scelte e non dobbiamo dimenticare chi crea economia e posti di lavoro, specialmente in questo periodo con evidenti difficoltà legate alla pandemia.
Il nostro territorio, la nostra popolazione ed i nostri imprenditori meritano di crescere ma devono necessariamente essere consapevoli del potenziale che rappresentano e costruire una sana sinergia nel rispetto e nella valorizzazione di tutti.

lega poggio mirteto
Il gruppo della Lega a cena da Calvani a Poggio Mirteto

Cosa rappresenta per te la Sabina?
La nostra provincia fu creata per volontà politica prendendo parte dei territori dell’Umbria, dell’Abbruzzo e del Lazio ed è caratterizzata, ovviamente, da una diversità dei vari comprensori.
Detti comprensori, in particolare la piana reatina, le valli del Salto e del Turano, la Sabina farfense-tiberina, presentano territori montani, pianeggianti e collinari e sono caratterizzate da coltivazioni diverse che vanno dalle produzioni silvo-pastorali, a quelle cerealicole, all’olivicoltura. Voler programmare uno sviluppo socio economico dell’intera provincia non è possibile se non si tiene conto di questa peculiarità.
Il nostro comprensorio, la Sabina, è ricco di uliveti e storicamente è noto per la produzione di olio di oliva di grande qualità oltre che per che per la produzione cerealicola. Si sta sviluppando una evoluta attività vinicola ed inizia ad essere commercializzata anche una florida produzione spontanea di tartufi. La nostra agricoltura esiste e si evolve parallelamente ed in modo complementare al nostro artigianato che rappresenta, anch’esso, un fiore all’occhiello con forte potenziale turistico. Il tutto va inquadrato in un’azione di valorizzazione della storia del nostro territorio che con la ricchezza dei suoi innumerevoli borghi-castelli medioevali offre al turista la possibilità di immergersi in contesti ricchi di storia oltre che di natura.
È volontà della Lega sabina progettare un futuro dell’economia del nostro territorio basato sullo sviluppo delle piccole e medie aziende agricole, per dar vita ad una significativa attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti. Per far questo sarà necessario acquisire una mentalità nuova di tipo “commerciale” che guardi al mercato, in particolare a quello rappresentato dalla vicina città di Roma. La Lega sabina vuole investire sulla realizzazione di un “brand sabino” per dare visibilità, riconoscibilità e pubblicità alla nostra offerta. Questo brand potrà aiutare anche tutte quelle attività legate al turismo, ad esempio gli agriturismi, che potranno contribuire all’affermazione commerciale del territorio proponendo un’offerta che tenga conto delle produzioni agro alimentari locali, della bellezza paesaggistica e della ricca storia, in particolar modo legata al Medioevo, del territorio. La domanda c’è, si pensi soltanto alla vicinanza di Roma, bisogna saperla intercettare, incanalare, valorizzando al massimo l’offerta che il nostro territorio è in grado di fornire.

Questo momento è particolarmente complesso sia a livello nazionale che a livello locale, quali potrebbero essere le sinergie per agevolare una ripartenza economica?
Sia in ambito nazionale che a livello provinciale occorre fare sinergia e non ridursi a delle predominanze sterili. L’esempio da seguire è l’operato del nostro presidente Calisse, faro indiscusso della nostra politica locale. Anche a livello nazionale dobbiamo ricordarci, per molti versi, chi eravamo e chi possiamo ancora essere. La nostra nazione, come la nostra provincia, è un territorio ricco di natura e di storia.
Il nostro frammentato tessuto produttivo non è un limite ma un valore aggiunto in quanto contraddistinto da una imprenditoria particolarmente creativa e di qualità. Ci dobbiamo ricordare che l’Italia nella discussa e a volte rimpianta prima repubblica, era pur sempre la quarta potenza industriale del mondo. Eravamo leader in ambiti particolarmente strategici come la meccanica di precisione, la chimica, l’agro alimentare di qualità, la nautica, il cinema e per finire la moda. Ricordiamoci che gli americani sono andati sulla luna con un computer Olivetti ed oggi è particolarmente importante ricordarci chi siamo e cosa siamo stati in grado di fare. Se oggi siamo ridotti in questo modo è per le scelte scellerate dei governi di sinistra che hanno privatizzato, svendendo, il nostro apparato industriale pubblico e le nostre infrastrutture che erano all’avanguardia.

E a cosa hanno portato queste privatizzazioni e il blocco degli interventi pubblici?
Anche oggi la scelta scellerata di bloccare gli interventi pubblici, impedendo anche ai territori locali di poter spendere per la manutenzione delle infrastrutture e per la sanità, è un suicidio assistito aggravato dalla costante e metodica importazione di schiavi volto ad abbassare il salario medio ed i diritti sindacali acquisiti. Quello che ci raccontano che sarebbe successo uscendo dall’Europa sta già accadendo, mentre le cavallette in Inghilterra non sono ancora arrivate e probabilmente non arriveranno mai visto che la loro economia sta crescendo, gli investimenti anche, ed i lavoratori stanno riconquistando diritti economici e sociali non che da noi adesso quantomeno scarseggiano.
Ovvio, sono stato fortunato ed anni fa ho scoperto casualmente “scenari economici” e “GofyEconomics”, che mi hanno permesso di ascoltare una seconda campana e verificare nel tempo chi avesse ragione, pur non essendo uno specialista in materia. Potrà sembrare strano a tanti che ingenuamente ascoltano soltanto una campana, ma i fatti sono tenaci e stanno dando ragione ai sovranisti. Per questo da diverso tempo mi sono tesserato nella Lega (la mia prima ed unica tessera) e ne sono un orgoglioso militante. In questi anni di crisi il vero welfare italiano è stata la famiglia ricca di valore sotto ogni punto di vista affettivo, educativo ed economico. Per questo il nostro leader nazionale, Matteo Salvini, difendendo la famiglia tradizionale, portando avanti buon senso e razionalità, è così amato in tutto il paese. La sinistra vuole sistematicamente distruggere la famiglia non per tutelare delle minoranze, che devono essere tutelate, ma per renderci soli, senza legami con le comunità e spostabili a seconda delle esigenze produttive per la logica snaturata del globalismo e del profitto.

Oggi cosa rimane del progetto politico che avete presentato all’ultima tornata elettorale nel comune di Poggio Mirteto?
Il nostro obiettivo principale era quello di far nascere a Poggio Mirteto una presenza politica caratterizzata da una continua ed efficace azione di stimolo in consiglio comunale. Negli anni passati tutto questo non è avvenuto. Gli stessi candidati sindaci che ci sono stati nel tempo hanno mollato o addirittura sono passati al PD. Ora ci stiamo strutturando per farci conoscere meglio, acquisire sempre più esperienza, per presentarci con le carte in regola alle prossime elezioni, cosa che non è mai avvenuta in passato. Ora, considerati gli eventi, si capisce la nostra scelta di andare da soli con il nostro programma che stiamo realizzando anche da posizioni di minoranza.

Francesco Amato

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