Lega Lazio riunisce i quadri, dopo il “regalo” a Zingaretti sul bilancio

Il coordinatore Zicchieri ha richiamato all'Holiday Hotel 450 amministratori, in una riunione aperta solo ai sindaci, coordinatori locali e consiglieri eletti

Riunione quadri Lega Lazio

Il leit motive della giornata è evitare il “destino lepenista”, la dannazione di Marine Le Pen e della destra sovranista Oltralpe, condannata a non salire mai in regia pur essendo il partito di maggioranza relativa di Francia. I sovranisti italiani lo devono evitare. Nella riunione quadri del 6 ottobre, chiamata da Zicchieri, all’Hotel Holiday Inn di via Aurelia a Roma, sono arrivati oltre 400 amministratori. Sindaci, coordinatori locali, consiglieri eletti. La classe dirigente in fieri della regione Lazio. Salvini adesso ha il vento in poppa, è presente in tutte le province, anche lì dove solo un anno fa serviva il lanternino per trovarne di leghisti. Claudio Durigon – mister Quota100 fa gli onori di casa. “A Piazza San Giovanni il 19 Ottobre saremo oltre 100mila, pullman da tutto il Lazio, poi ricorda l’importanza della formazione politica. Un settore su cui lavora da tempo Marco Penna, già assistente del Ministro Centinaio. A scongiurare per primo l’effetto “Le Pen” è il sindaco di Anzio, Candido De Angelis, già senatore nella XVI legislatura. “Noi – dice rivolgendosi direttamente a Durigon – dobbiamo evitare di fare la fine di Marine Le Pen in Francia”. Poi De Angelis, dal pulpito ringrazia Annalisa Guercio, coordinatrice ad Anzio. “Con Annalisa grande sintonia”.

Parola quindi agli altri sindaci, molti provenienti da liste civiche con l’appoggio della Lega. Alessandro Grando di Ladispoli, Franco Caprioli di Civita Castellana, Ernesto Tedesco sindaco di Civitavecchia e altri. C’è Davide Basilicata di Fara Sabina. Al tavolo dei relatori ci sono i coordinatori delle province laziali. Oltre a Zicchieri e Durigon, Paolo Mattei coordinatore della provincia di Rieti (uomo Ugl come Durigon), la deputata Francesca Gerardi che coordina la provincia di Frosinone, Silviano Di Pinto, coordinatore della provincia di Latina, capoluogo pontino dove la Lega laziale ha il suo quartier generale. Di Pinto ha ereditato il coordinamento da Matteo Adinolfi, eletto europarlamentare. Di Terracina sono originari invece Francesco Capone, Segretario generale dell’Ugl, che trattò in prima persona la partnership con Salvini, e Francesco Zicchieri, che si guadagnò la fiducia del Capitano, in tempi non sospetti, quando il Salvini non aveva ancora le percentuali a due cifre di oggi: Zicchieri, da consigliere di Terracina, andò contro il sindaco Procaccini, “reo” di avallare il sistema degli Sprar. Un atto di fede che valse al nipote di Mario Zicchieri (militante MSI ucciso nel ’75) la candidatura e l’elezione alla Camera nella presente legislatura.

All’Holiday si accenna anche al caso del rendiconto regionale, “regalato” a Zingaretti dopo che i consiglieri regionali Daniele Giannini e Angelo Tripodi hanno disertato il voto in aula, voto finito poi 19 a 18, che poteva mandare “sotto” il fratello di Montalbano. Un “regalo” a Zingaretti che – dicono fonti interne – avrebbe mandato Salvini su tutte le furie, arrivando a chiedere la testa dei due “traditori”. Epurazione che non c’è stata.

A Durigon tocca suo malgrado la seccatura di spiegare al pubblico. “La bocciatura del rendiconto di bilancio non avrebbe provocato problemi insormontabili a Zingaretti” Un’empasse che, tutto sommato, non avrebbe mandato in tilt la maggioranza alla Pisana. Anche perché oltre a Tripodi e Giannini, (solo Laura Corrotti era presente al momento del voto) mancavano in aula diversi consiglieri del Partito Democratico. Ma a distanza di giorni le accuse e le malelingue stentano a placarsi: c’è chi sostiene ci sia stato un accordo sottobanco col “nemico”.

Francesco Zicchieri ha chiuso gli interventi. La Lega si prepara a dare la spallata al Governo Conte Bis, dalla storica piazza “rossa” di San Giovanni. Quella del concertone. L’obiettivo è fare il pieno nel Lazio. In ballo, oltre al Governo, ci sono Roma e la Regione Lazio. Obiettivi, importanti, alla portata. “Lepenismo” scongiurando e correntoni locali, che Salvini aborre, ma che inevitabilmente, iniziano a serpeggiare.

Teo Morganesi