M5S, nuovo codice etico o regolamento salva Raggi?

Oggi sarà al voto il nuovo codice etico del M5S, annunciato ieri dal garante Beppe Grillo. Non ci sarà più l'incubo delle dimissioni immediate alla ricezione di un avviso di garanzia. Ma bisognerà comunicare immediatamente le vicende giudiziarie dei 5 stelle al gestore del sito. Un procedimento che avrebbe salvato la Muraro e che probabilmente salverà anche la stessa Raggi. Sarà Grillo a decidere

Ieri è apparso sul blog di Beppe Grillo, il nuovo codice etico grillino, sottoposto oggi al vaglio degli attivisti a 5 stelle, che è stato subito ribattezzato dal Pd regolamento “salva Raggi”. Di certo, infatti, il nuovo regolamento nasce dalle ultime vicende avvenute a Palazzo Senatorio. Senz’altro il nuovo regolamento guarda al futuro, ma parla sicuramente anche del passato.

Il caso Muraro, prima di tutto, che con l’avviso di garanzia di cui è stata destinataria e le immediate dimissioni ha provocato uno sconquasso nella giunta di Virginia Raggi e nell’intero Movimento. Due punti del nuovo codice, infatti, sono espliciti in questo senso: uno è “l’obbligo di informare immediatamente e senza indugio il gestore del sito dell’esistenza di procedimenti penali in corso” e l’altro esplicita che ciò vale sia per gli eletti che per “i componenti delle giunte, anche se gli assessori non risultano iscritti nel M5S”. Le dimissioni di Paola Muraro rappresentano di fatto il simbolo di tutto ciò che, secondo il nuovo regolamento, non si sarebbe potuto e dovuto fare. Già a artire dal “segreto” in cui le vicende giudiziarie dell’ex assessore all’Ambiente sono state mantenute: Muraro, Raggi e Di Maio sapevano tutto già da molto tempo. Raggi si scusò dicendo di avere “informato tutti”. In realtà, però, l’informazione non era giunta ai gestori del sito, ma ad alcuni membri del minidirettorio; gli stessi che hanno inviato la mail a Di Maio.

Oggi, se il codice ottiene parere favorevole, situazioni del genere sarebbero categoricamente vietate. E forse sarebbe andata meglio anche a Paola Muraro, che, visto che “l’avviso di garanzia non implica più gravità”, sarebbe avrebbe anche potuto rimanere al suo posto. La stessa norma che potrebbe lasciare la sindaca nel suo ufficio in Campidoglio nonostante il fascicolo in procura sulle nomine di alcuni membri del suo staff. Ma questo a deciderlo sarà Beppe Grillo e il Collegio dei Probiviri, che ha fin’ora sempre evitato di colpire a fondo la prima cittadina della Capitale. (L’UNICO)

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