Paolo Maddalena su StopEuropa Italexit: “Nazionalizzare e stampare moneta parallela”

È necessario ricostituire un patrimonio pubblico che sia gestito bene e con regole ferree. L'articolo 128 del Trattato di Lisbona e l'articolo 16 dello statuto della BCE - spiega il magistrato - non chiudono alle banche nazionali la possibilità di emettere monete parallele che hanno valore all'interno del territorio nazionale

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“Nazionalizzare gli asset strategici è la salvezza dello Stato. Lo Stato è costituito dal popolo, e il popolo non è fatto di soli ricchi, ma da molti poveri e pochi ricchi: per salvare i molti poveri è necessario che lo Stato abbia un proprio patrimonio”. Lo ha dichiarato Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte Costituzionale, nel corso dello speciale StopEuropa Italexit, condotto da Glauco Benigni e Riccardo Corsetto, e trasmesso in streaming su  Homo Sapiens Tv.

“È necessario ricostituire un patrimonio pubblico che sia gestito bene e con regole ferree – continua Maddalena – perché l’ente pubblico deve fare gli interessi del popolo, mentre le Spa devono fare gli interessi dei soci”.

“Privatizzare – conclude Maddalenarende più facile per gli stranieri impadronirsi del patrimonio strategico italiano”.

MONETA PARALLELA CONSENTITA DAI TRATTATI

“Ci hanno fatto credere che la sovranità monetaria sia impedita dai trattati, ma in realtà non è così”.  “L’articolo 128 del Trattato di Lisbona e l’articolo 16 dello statuto della BCEspiega il magistrato – non chiudono alle banche nazionali la possibilità di emettere monete parallele che hanno valore all’interno del territorio nazionale”.

“Secondo la Convenzione di Vienna, inoltre, i trattati devono essere considerati estinti quando anche una delle parti perseguono uno scopo diverso – ha detto Maddalena. Oggi abbiamo Germania, Austria, Olanda, Danimarca, Finlandia e Svezia che negano gli eurobond, andando quindi contro il principio di coesione economica dell’Unione Europea”. (L’UNICO)

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