Mafia Capitale, Buzzi: “Carminati è un amico, ma non contava niente”

E' stato ascoltato oggi, durante il maxi processo a Mafia Capitale, Salvatore Buzzi, l'imprenditore delle cooperative ritenuto il braccio economico del 'mondo di mezzo'. In collegamento dal carcere di Tolmezzo dice: "Carminati l'ho conosciuto in carcere dopo il mio arresto per omicidio volontario. E' un amico, ma la sua presenza incideva in modo del tutto relativo nel fatturato"

“Sono qui per difendermi. In passato ho reso cinque interrogatori in Procura ma non sono mai stato creduto. Cercherò di dimostrare qui che quello che dicevo era vero”. Così Salvatore Buzzi, l’imprenditore delle cooperative ritenuto il braccio economico del ‘mondo di mezzo’, durante l’interrogatorio nel maxi processo Mafia Capitale in corso a Rebibbia. Buzzi, in collegamento dal carcere di Tolmezzo, in provincia di Udine, ha ripercorso brevemente la sua carriera imprenditoriale, preceduta dagli anni di carcere, dove fu detenuto per omicidio. L’interrogatorio del ras delle coop romane durerà almeno sette udienze e riguarderà i 35 capi di imputazione contestati dalla Procura di Roma.

“Massimo Carminati – sottolinea Buzzi – l’ho conosciuto in carcere dopo il mio arresto per omicidio volontario. Nel corso della detenzione ho avuto contatti con ambienti neo fascisti anche se io ero dichiaratamente di sinistra, anzi finii tra loro proprio per questo. Non ho mai avuto problemi con loro e in quel periodo ho conosciuto anche Gianni Alemanno che però apparteneva all’area missina”.

“Con Carminati ci siamo rincontrati nel 2012 quando entrò nelle cooperative, ma la sua presenza incideva in modo del tutto relativo nel fatturato”, dice Buzzi sottolineando che il volume del fatturato degli appalti nel quale è stato coinvolto anche Carminati è stato del 3,3% rispetto a quelli complessivamente gestiti dalla galassia delle cooperative legate all’imprenditore. (L’UNICO)

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