Mafia Capitale, iniziano gli interrogatori ai 46 imputati

Sono iniziate le audizioni dei 46 imputati che, all'interno del processo di Mafia Capitale, devono rispondere di reati che vanno dalla corruzione all'associazione a delinquere di stampo mafioso

Il processo Mafia Capitale è arrivato alla svolta, infatti sono cominciati gli interrogatori dei 46 imputati che devono rispondere di corruzione e associazione a delinquere di stampo mafioso. Soltanto due su 46 hanno rinunciato a sottoporsi all’interrogatorio. I testimoni, in ben 169 udienze, sono già stati interrogati.

Il calendario delle udienze, stabilito dalla presidente della corte Rossana Iannello, andrà avanti da questa settimana fino alla metà di marzo: inizieranno ad essere interrogati in ordine alfabetico gli imputati con un solo capo di imputazione, fino ad arrivare a Massimo Carminati (24 capi di imputazione) e Salvatore Buzzi (32 capi di imputazione).

Il calendario delle udienze, come riportato da La Repubblica, è il seguente:

Dal 31 gennaio al 2 febbraio. Cristiano Guarnera (imprenditore), Luca Odevaine (ex componente del Tavolo tecnico sull’immigrazione al ministero dell’Interno), Nadia Cerrito (la segretaria di Buzzi che avrebbe custodito il libro nero su cui erano segnate le tangenti da pagare a funzionari e politici al servizio del ras delle coop).
Nella settimana dal 6 al 9 febbraio. Saranno sentiti Antonio Esposito (amministratore unico della Finadvice srl  legato a Buzzi), Stefano Bravo (commercialista al servizio della holding di Carminati), Pierina Chiaravalle (collaboratrice di Buzzi), Mario Cola (dipendente del dipartimento patrimonio del Comune), Mirko Coratti (ex presidente Pd dell’Assemblea capitolina), Giuseppe Ietto (imprenditore), Sergio Menichelli (ex sindaco di Sant’Oreste Pd), Marco Placidi (funzionario del Comune di Sant’Oreste), Daniele Pulcini (imprenditore), Salvatore Ruggiero e Rocco Rotolo (ritenuti vicini alla cosca di ‘ndrangheta dei Mancuso di Limbadi e soci lavoratori alla 29 giugno di Buzzi), Mario Schina (collaboratore di Odevaine), Fabio Stefoni (ex sindaco di centrodestra di Castelnuovo di Porto), Andrea Tassone (ex presidente Pd del X Municipio). Per tutti questi imputati l’unico reato contestato è un solo episodio di corruzione, ad eccezione di Rotolo e Ruggiero e Ietto che hanno il 416bis.
Giovanni Lacopo (imprenditore, accusato di estorsione) e Giovanni De Carlo (amico di vip e considerato dall’accusa un boss al pari di Carminati), hanno fatto sapere i loro legali, non si sottoporranno a interrogatorio. Esposito renderà solo spontanee dichiarazioni.

Nelle 4 udienze  dal 13 al 16 febbraio. Toccherà a Giordano Tredicine (ex consigliere comunale del Pdl, a processo per corruzione), Guido Magrini (dirigente regionale, anche lui una sola corruzione contestata), e poi gli imputati con due capi d’imputazione: Franco Figurelli (ex consigliere comunale poi entrato nella segreteria di Coratti, 2 corruzioni, propria e impropria), Giovanni Fiscon (ex ad di Ama in epoca Alemanno, 2 corruzioni), Giuseppe Mogliani (titolare della società che ha fatto lavori al campo nomadi di Casteromano, a processo per fatture per operazione inesistenti e riciclaggio), Carlo Pucci (ex dirigente dell’ufficio Giardini, 416bis e corruzione), Angelo Scozzafava (ex dirigente capitolino alla guida del dipartimento delle Politiche sociali: corruzione turbativa d’asta del Cup regionale più un’altra), Claudio Turella (ex funzionario dell’ufficio Giardini, 2 corruzioni), Tiziano Zuccolo (socio della cooperativa Domus Caritatis; 2 turbative d’asta per la collocazione di 580 immigrati). A seguire ci saranno quelli con tre capi d’imputazione: Emanuela Bugitti (ex brigatista, ruolo direttivo nella 29 giugno, 2 corruzioni e turbativa d’asta per gare Ama), Matteo Calvio (detto “tirapugni”, considerato il braccio armato di Carminati, 416bis e 2 estorsioni aggravate dal metodo mafioso), Sandro Coltellacci (amministratore di Impegno, che fa parte del consorzio Eriches, 3 corruzioni), Agostino Gaglianone (imprenditore, 416bis, emissione di fatture per operazioni inesistenti, intestazione fittizia), Luca Gramazio (consigliere capitolino e capogruppo Pdl in regione Lazio, 416bis, corruzione e turbativa d’asta ), Michele Nacamulli (ex consigliere Pd del IX municipio, 2 corruzioni e una turbativa d’asta), Pierpaolo Pedetti (consigliere comunale Pd, corruzione, istigazione alla corruzione turbativa d’asta per l’accoglienza di immigrati).

Dal 20 al 23 febbraio toccherà a chi ha più di tre capi di imputazione. Roberto Lacopo (titolare della pompa di benzina ritenuta il quartier generale dell’associazione, 416bis e estorsione), Franco Panzironi (ex ad Ama in epoca Alemanno, il cui legale aveva chiesto che fosse sentito solo dopo l’interrogatorio in aula di Buzzi, ma la richiesta è stata respinta dal giudice, 416bis e corruzioni), Fabio Testa (ex manager Enav, 416bis, corruzioni e turbativa d’asta), Riccardo Brugia (ex Nar e braccio destro di Carminati, estorsioni e 416bis), Carlo Maria Guarany (collaboratore di Buzzi, 416bis), Claudio Bolla (socio del ras delle coop Salvatore Buzzi e procuratore del Consorzio Eriches 29, nonché vicepresidente della 29 giugno, turbative d’asta e corruzione), Claudio Caldarelli (collaboratore di Buzzi, 416bis corruzione e turbativa), Paolo Di Ninno (presidente della cooperativa Cosma e commercialista di Buzzi).

Dal 27 al 2 marzo. Alessandra Garrone (compagna di Buzzi e socia della 29 giugno), Massimo Carminati (ex Nar) e Salvatore Buzzi (presidente della 29 giugno). Rispondono di reati che vanno dal 416bis alla corruzione, dall’intestazione fittizia di bene alla turbativa d’asta.