Gramazio, Mafia Capitale: “Mai fatto nulla di concreto per Carminati e Buzzi”

L’ex consigliere regionale del Pdl, Luca Gramazio, nel corso della nuova udienza del processo di Mafia Capitale che lo vede imputato per associazione mafiosa, ha fatto una serie di dichiarazioni in merito ai suoi rapporti con Carminati e con Buzzi: "Con Salvatore Buzzi e Massimo Carminati ho solo millantato di essermi adoperato a loro favore. Volevo apparire più bravo"

“Massimo Carminati l’ho conosciuto al bar Vanni nella zona Prati a Roma, vicino la sede della Rai, qualche mese prima dell’incontro al bar Tuscolo del 19 novembre 2012. Mi fu presentato da Fabrizio Testa. Scambiammo poche parole e mi disse di salutargli mio padre Domenico”. E’ quanto dichiarato dall’ex consigliere regionale del Pdl, Luca Gramazio, nel corso della nuova udienza del processo a Mafia Capitale che lo vede imputato per associazione mafiosa. Gramazio si trova nel carcere di Rebibbia dal 4 giugno 2015.

“Sapevo chi era Carminati – ha aggiunto – sono della generazione poco dopo quella sua, so quello che è avvenuto negli anni ’70 in questo paese. Mio padre conosceva la famiglia di Carminati, ne parlava bene. Mi era stato detto che Carminati ora lavorava con le coop di Buzzi”.

E proprio in merito al rapporto con il ras delle coop romane, Gramazio, rispondendo alle domande del suo avvocato, Antonio Giambrone, ha detto di averlo ”conosciuto nel 2006 poi i rapporti si sono intensificati quando a cavallo dell’estate 2010 sono diventato capogruppo Pdl in Campidoglio, un ruolo che porta ad avere una interlocuzione più vasta. Dai tassisti ai costruttori, da Federalberghi a Confcommercio, avevo una interlocuzione con tutti, ho allargato il mio bagaglio di conoscenze”.

Gramazio nega anche la paternità dell’emendamento sulla manutenzione delle piste ciclabili, quello che, intercettato dalle cimici del Ros, rivendica come ”l’unico che ho fatto in cinque anni e che vorrei vendermi politicamente”. ”Unico emendamento? Ho detto una bugia – dice in aula Gramazio – dico che era un mio emendamento ma non era vero, era della giunta capitolina. Le piste ciclabili sono un argomento importante, per me come amministratore sarebbe stato doveroso occuparsi di piste ciclabili. Anzi era un atto che avrei voluto fare, anche prima”.

“Con Salvatore Buzzi e Massimo Carminati ho solo millantato di essermi adoperato a loro favore. Volevo apparire più bravo, ma non ho mai fatto nulla di concreto per loro. Con Buzzi e Carminati millantavo di aver fatto cose che poi non facevo. Si utilizza la millanteria per acquisire un consenso tra le persone, per apparire più bravi. Non avevo un problema di consenso elettorale con Buzzi, non era quello il mio bacino, e non ho mai contato sul consenso elettorale di Carminati”. Luca Gramazio, risponde così, incalzato dalle domande dei pm Luca Tescaroli e Giuseppe Cascini, nel corso del controesame durante l’udienza del maxiprocesso di Mafia Capitale. Citando alcune intercettazioni, l’accusa contesta a Gramazio jr un ”attivismo” rispetto alle richieste di Buzzi & co sul campo nomadi di Castel Romano che è in ‘rotta di collisione’ con quanto affermato stamattina da Gramazio.

 

 

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