Mafia Capitale, Zingaretti: “Da Buzzi fango nei miei confronti”

Zingaretti respinge le accuse che gli sono state rivolte da Buzzi: "Solo fango nei miei riguardi. Sono una persona onesta e sono stato eletto per riportare la trasparenza"

Il presidente della Regione, Nicola Zingaretti

Per il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, quella messa in atto in questi giorni da Salvatore Buzzi, sentito per sei udienze nel processo a Mafia Capitale che lo vede tra i principali imputati, non è altro che una macchina del fango fatta di “insinuazioni” dietro cui c’è “una strategia” che punta a colpire “persone oneste”. Il numero uno regionale passa al contrattacco dopo che il ‘ras delle coop’ romane, in videoconferenza dal carcere di Tolmezzo, lo aveva tirato nuovamente in ballo sulla vicenda dell’appalto Cup, il centro di prenotazione unico per le prestazioni sanitarie, affermando che dietro quel bando c’era un accordo politico tra lo stesso Zingaretti e Francesco Storace.

Il presidente della Regione respinto le accuse e lo fa proprio dall’aula bunker di Rebibbia dove è stato convocato dai difensori di Buzzi per la seconda volta. Nel primo caso si era avvalso della facoltà di non rispondere in quanto indagato nel procedimento ma essendo intercorsa l’archiviazione dalle accuse di corruzione e turbativa d’asta, Zingaretti è stato nuovamente citato come testimone. “In passato ho denunciato Buzzi per calunnia – ha detto rispondendo davanti ai giudici della X sezione penale – ma dopo quello che ho ascoltato da lui in questi giorni, presenterò una nuova denuncia per calunnia”. Zingaretti ha proseguito dicendo “Per quello che ho potuto ascoltare Buzzi ha detto cose che sono palesemente non vere. Cup non è stata una gara nascosta, era pubblicizzata anche sul Messaggero e inoltre non ho mai incontrato Umberto Marroni”. Il presidente della Regione Lazio ha aggiunto di conoscere “Buzzi da tempo”. “L’ho conosciuto 15/20 anni fa ma non lo frequentavo. Lo conoscevo come presidente di una cooperativa sociale molto importante a Roma”.

Il governatore ha, poi, confermato di avere ricevuto dall’ex capo della “29 giugno” denaro per la campagna delle Europee del 2013. “Come raccolta per le elezioni regionali del 2013 in favore del mio comitato elettorale ho avuto 5 mila euro, denaro iscritto al bilancio. Nei giorni scorsi – ha puntualizzato – ho appreso che gira la cifra di diecimila euro, suppongo che parte del denaro sia stato utilizzato per organizzare delle cene. Da quando sono a capo della Regione non ho mai incontrato responsabili delle cooperative sociali e in particolare la cooperativa 24 Giugno verso la quale non avevo motivi di avversioni ne di particolari simpatie”. Zingaretti nel corso dell’audizione ha voluto rimarcare l’atteggiamento della sua amministrazione in tema di bandi e gare d’appalto. “Sono una persona per bene – ha detto – sono stato eletto anche per fare pulizia, produrre anticorpi ed eliminare quei malfattori che vogliono inquinare la pubblica amministrazione”. In merito alla vicenda dell’appalto Cup il numero uno della Regione ha aggiunto di “non avere incontrato nessuno, che fosse del centrodestra e del centrosinistra”. “Quando sono stato eletto in Regione – ha concluso – ho chiesto di fare gare d’appalto in maniera trasparente, pulita e se possibile in modo rapido. Rivendico la figura politica di indirizzo all’amministrazione. Quando è esploso lo scandalo di Mafia Capitale, chiesi a Elisabetta Longo (presidente della commissione di quella gara dal valore di circa 60 milioni di euro, ndr) che cosa fosse successo. Mi disse che tutto si era svolto in modo regolare anche se forse c’era stato il caso di un’offerta anomala. Disposi di valutare ogni cosa. Poi, alla fine, considerato che tutti i documenti erano stati sequestrati dalla magistratura quella gara è stata revocata. Ne è stata bandita un’altra che è ancora in corso. Nel frattempo il servizio Cup è ancora gestito, sempre in proroga, dalla Capodarco”. (L’UNICO)

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