Magliano Sabina, La Lega chiede moratoria OSP e TARI: è quasi rissa

Volano stracci tra il primo cittadino e il capogruppo della Lega

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Una mozione della Lega non calendarizzata dalla maggioranza. Questo il motivo della bagarre che ha rischiato di degenerare durante l’ultimo consiglio comunale officiato a porte chiuse a Palazzo Vannicelli. L’aula consigliare era interdetta al pubblico per rispetto dei decreti governativi sul Covid19.

Il documento della Lega era stato presentato dal Capogruppo della Lega Riccardo Corsetto ma non calendarizzato dal presidente d’aula. A chiusura del consiglio, trascorso senza problemi e nel quale è stata approvata dalla maggioranza l’attribuzione dello Sportello Unico per le attività Produttive (SUAP) all’Unione dei Comuni, il capogruppo della Lega Riccardo Corsetto ha segnalato al Presidente del Consiglio la mozione “dimenticata” dalla maggioranza che aveva in oggetto l’abolizione di Osp e Tari da febbraio a settembre 2020 per tutte le attività rimaste chiuse per l’emergenza sanitaria.

Il sindaco e la Giunta hanno giustificato l’assenza del documento nell’ordine dei lavori, asserendo di non aver recepito che il documento fosse tra quelli da calendarizzare. Corsetto allora ha chiesto che il documento potesse essere inserito nel prossimo consiglio utile e votato a maggioranza, ma il sindaco ha ritenuto di voler rispondere in diretta alla richiesta di moratoria voluta dalla Lega per sostenere gli esercenti. Un monologo non gradito da Corsetto, nel quale alla fine, nella sostanza, si comunicava alla minoranza che la proposta non era da prendere in considerazione perché “poco seria”.

È a quel punto che Corsetto interrompe bruscamente il sindaco. “Non devi permetterti di insultare l’opposizione e definire poco seria una iniziativa che altri comuni italiani hanno intrapreso per sostenere i commercianti piegati dalla crisi – ha tuonato il capogruppo leghista -. Sono venti minuti che parli senza pubblico, scambiando il consiglio per una tribuna personale, devi dirci solo se la mozione la condividi o no. Avete peraltro impedito ai cittadini di assistere a questo consiglio non autorizzando la diretta streaming. Non vogliamo ascoltare un comizio, non siamo il tuo pubblico, siamo un consiglio comunale: devi dire se accogli o meno la nostra mozione. Trasformi ogni consiglio nel tuo palcoscenico”.

“Allora vattene”, è stata la risposta di Falcetta al rappresentante della minoranza. Invito che Corsetto non ha evidentemente gradito, replicando con notevole grinta vocale. Le urla sono arrivate a Montebuono. Si è pensato al peggio quando alcuni consiglieri hanno lasciato la sedia per abbandonare lo scranno. Alla fine la situazione è rientrata, ma gli stracci son volati. Peccato non ci fosse la diretta streaming. Non c’erano nemmeno i vigili in quel momento. Consiglio senza testimoni. A porte chiuse, e senza videocamere. Come accadrà  tra poche ore a Villa Pamphili. Dove arriveranno le signore della Troika, con Conte a officiare un simposio precluso ai giornalisti e alla pubblica opinione.

Francesco Amato

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