Manifestazione 5 settembre, una piazza serena e allegra

In quella piazza ho trovato tante mamme, papà e nonni con le mie stesse preoccupazioni che vogliono l’eliminazione delle leggi Lorenzin ed Azzolina e le restrizioni della libertà personale che ci sono state imposte, in una manifestazione pacifica, educata, allegra e piacevole

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Il 5 settembre sono stata alla manifestazione in piazza Bocca della verità a Roma ed ho pensato di raccontarvi la mia esperienza che è stata molto diversa da quella rappresentata da tanti giornali e dai telegiornali che ho avuto modo di vedere.

Per raccontarvi la piazza che ho visto inizio da me, una mamma di mezz’età preoccupata per le conseguenze educative e psicologiche che avranno le misure di distanziamento sociale sulla mia bambina e per le possibili conseguenze sulla sua salute di un vaccino che potrebbe esserci imposto.

In quella piazza ho trovato tante mamme, papà e nonni con le mie stesse preoccupazioni che vogliono l’eliminazione delle leggi Lorenzin ed Azzolina (motivo per cui è stata organizzata la manifestazione), che vogliono l’eliminazione delle restrizioni della libertà personale che ci sono state imposte per far fonte alla diffusione del Covid19 di cui contestano sia il fondamento scientifico che l’opportunità.

Non ho sentito nessuno in quella piazza contestare l’esistenza del virus ma ho sentito, sia dalle persone con cui ho avuto l’opportunità di parlare che dagli interventi che ho potuto ascoltare dal palco, contestare la pericolosità attuale del virus (che oggi si sa come curare ed ha una mortalità analoga a quella delle normali influenze) e la fondatezza scientifica di alcune scelte sanitarie come l’utilizzo massivo delle mascherine, il distanziamento sociale e l’obbligatorietà del vaccino soprattutto nei bambini.

Queste contestazioni le condivido (non a caso ero lì) e ritengo sacrosanto, oltre che costituzionalmente garantito, il diritto di manifestare e di chiedere una abrogazione delle suddette leggi Lorenzin e Azzolina.

Era una piazza allegra, rilassata, in cui mi sono sentita perfettamente a mio agio e di cui ho fatto delle foto che vi condivido volentieri. Osservandola ho potuto notare la completa assenza di simboli e bandiere di partito ed ho notato la presenza di magliette artigianali fatte con la stampa del manifesto attaccate con una spilla, di pochi striscioni, manifesti e cartelli scritti a mano come non ne vedevo dai tempi della scuola. Di stampato ho potuto vedere un paio di manifesti della campagna elettorale di Trump (che si spostavano per la piazza ma non sono riuscita a fotografare) ed una bandiera che credo sia dei comitati per la verità sull’11 settembre. È stato bello esserci e penso di poter dire che in tanti siamo rimasti dall’inizio alla fine anche perché il clima era piacevole come le chiacchierate con gli altri manifestanti.

Riguardo agli interventi sono riuscita a sentirne una bella parte e mi sono avvicinata al palco per poterli ascoltare meglio. Ho ritrovato associazioni che seguo da tempo come l’eretico, interventi che contestano la fondatezza scientifica (sono intervenuti medici, Sara Cunial in qualità di scienziato e di cittadina, virologi, psicologi) e l’opportunità (sono intervenuti avvocati, giornalisti, economisti, genitori e nonni) delle misure imposte per il contrasto al covid 19 che anch’io definisco “dittatura sanitaria”.

Non ho avuto modo di ascoltare interventi politici nel senso classico del termine. Nessuno dal palco si è presentato come politico ed anche i politici che vi sono saliti, come Sara Cunial, hanno specificato di parlare a titolo personale in qualità di scienziati e/o di genitori. Gli unici interventi politici riguardavano Trump, la sua battaglia contro il Deep State e la campagna elettorale americana. Tra questi interventi ho ascoltato con particolare piacere il leader del movimento Panafricanista Mohamed Konarè che seguivo da diverso tempo con interesse.

Ritengo interessante che l’unica parentesi politica a cui ho assistito riguardasse un altro paese in cui non possiamo votare ma tant’è. All’interno di quella parentesi ci sono state anche delle invettive contro il governo che considero normali visto che eravamo lì per chiedere l’abrogazione della legge Azzolina e dei dpcm che hanno fatto e/o sostenuto loro. Sono andata via poco prima della fine della manifestazione per poter riprendere il treno per la Toscana e raggiungere il resto della famiglia che era in vacanza lì.

In sintesi penso di poter dire che il 5 settembre ho partecipato ad una manifestazione pacifica, educata, allegra e piacevole di cui condividevo il contenuto ed in cui mi sono potuta facilmente identificare…  e se ne faranno un’altra parteciperò volentieri.

Paola De Sanctis

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