Marra, Anac conferma conflitto di interessi sulla nomina del fratello

L'Anac ha accertato il conflitto di interessi sulla nomina di Renato Marra, fratello di Raffaele, arrestato la scorsa settimana. L'Autorità evidenzia anche il contraddittorio della sindaca Raggi, che difende il suo dipendente dichiarando di aver svolto da sola le pratiche sulle dirigenze, mentre nell'ordinanza scrive di aver portato avanti l'iter insieme alle strutture competenti

Ancora guai per il Campidoglio e per Virginia Raggi. Adesso è la volta dell’Anac, che ha sentenziato sulla promozione a dirigente del dipartimento Turismo di Renato Marra, fratello di Raffaele, responsabile del personale arrestato per corruzione. Secondo l’Autorità anticorruzione, infatti, “è configurabile un conflitto di interessi”. Ed è ancor più grave se si pensa che la situazione era “conosciuta dalla sindaca”. Non è escluso allora che a piazzale Clodio potrebbero procedere per abuso di ufficio nei confronti di Marra e non è escluso che nelle indagini venga coinvolta anche la stessa prima cittadina.

La sentenza arriva a conclusione di una lunga e complicata istruttoria partita, cominciata con un esposto della Direr e conclusa dopo il deposito della relazione a firma del responsabile della trasparenza di Roma Capitale. “E’ stata richiesta al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (Rpct) di Roma Capitale una relazione che ripercorresse l’iter seguito nell’interpello. A seguito dell’esame della suddetta relazione, nella seduta odierna il Consiglio dell’Anac ha ritenuto configurabile il conflitto di interessi” scrive l’Anac, nel cui fascicolo è arrivata anche la difesa del dirigente indagato da parte di Virginia Raggi. La sindaca, infatti, aveva dichiarato di aver portato avanti autonomamente la pratica sugli incarichi di dirigente. Ma non è bastato. Infatti, l’Anac continua: il conflitto di interessi “sussiste sia nel caso in cui il dirigente abbia svolto un mero ruolo formale nella procedura, che nell’eventualità di una sua partecipazione diretta all’attività istruttoria, come sembrerebbe emergere dall’ordinanza sindacale n. 95 del 2016”. Vi è una contraddizione, dunque, nella difesa a spada tratta di Virginia Raggi, ed è la stessa Anac a ricordarlo: “L’ordinanza sindacale 95 con cui è stato promosso il fratello di Marra appare in contraddizione con le dichiarazioni rilasciate dalla prima cittadina, con riferimento al ruolo dalla stessa ricoperto nell’iter decisorio relativo al conferimento degli incarichi dirigenziali. Da un lato, infatti, si afferma che l’istruttoria è stata effettuata in totale autonomia dalla Sindaca e dall’altro, nel dispositivo dell’ordinanza si afferma: ‘di conferire, con il riconoscimento della fascia retributiva, come risultante dall’istruttoria svolta dalle strutture competenti ai sensi della disciplina vigente, gli incarichi di direzione’”.

“La delibera adottata dall’autorità – conclude Anac – è stata trasmessa alla procura della repubblica presso il Tribunale di Roma, alla struttura comunale competente per l’accertamento della eventuale responsabilità disciplinare e alla Procura regionale della Corte dei conti e all’Ispettorato della funzione pubblica per le questioni relative all’inquadramento del dottor Marra nei ruoli della dirigenza di Roma Capitale. Ulteriori elementi riguardanti la procedura di interpello sono stati chiesti al Rpct di Roma Capitale”. Il lavoro dell’Anac potrebbe comunque continuare: sono stati richiesti altri elementi al Campidoglio riguardo all’iter dei trasferimenti dei dipendenti capitolini. (L’UNICO)

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