Marra, giro d’affari milionario con ristoranti, case e yacht a Malta

Ristoranti, yacht e appartamenti a Malta, protetti da una fitta rete di società che dall'Italia arriva fino ai paradiso fiscali di Panama e le isole di Man. Questi, secondo gli investigatori, i giri d'affari milionari di Raffaele Marra

Una struttura complessa sta interessando chi segue le indagini su Raffaele Marra: un ristorante folcloristico a Saint Julian, a Malta, un ristorante di mozzarelle sul lungomare della Valletta, un appartamento sul porto e uno in affitto in un residence borghese. Una vita normale in pieno mediterraneo, se non fosse governata da un’intricata rete di società, che dall’Italia passa per Panama, per arrivare al paradiso fiscale delle isole di Man. Affari di Catello Marra, ma anche del fratello Raffaele e sua moglie Chiara Perico.

Secondo Repubblica, infatti, Chiara Perico acquistò, poco prima dell’appartamento romano di Prati Fiscali sequestrato qualche settimana fa, un appartamento a Malta, sul lungomare Taxbiex. 300mila euro pagati in contanti alla Blu Hair Devolpments limited, a sua volta gestita dalla Wininvest, con uno schema che rende impossibile risalire ai legittimi proprietari. Un appartamento, però, in cui la signora Marra non andrà mai a vivere: la darà in affitto e con il ricavato di 40mila euro annui potrà avere la residenza a Malta, dove andrà a vivere con i figli. Il marito la raggiunge ogni fine settimana, come dimostrano i prelievi con la carta di credito. Marra ha motivato il trasferimento con le “minacce della mafia”, ma secondo gli investigatori è più verosimile che il trasferimento sia soltanto il cambio di location per il proprio giro di affari. Con una società dell’isola che ha sede a due passi da casa Marra, la Marsenne Yacht, infatti, partono bonifici da 250mila, sembra per la compravendita di un’imbarcazione. Alla Valletta, inoltre, vive suo fratello, anche lui ex finanziere con qualche inciampo, che da anni vive a Malta.

A Malta, ha creato lo Iodr, International Organization for Diplomatic Relations, organizzazione che vende onorificenze, ed è rappresentante anche di un ordine di Malta non riconosciuto ufficialmente. Attività, queste, che sono entrate nel mirino delle polemiche. “Sono utilizzate – scrive l’ex dirigente a Repubblica – nello svolgimento delle attività sociali, assistenziali, e di rappresentanza, e le varianti estetiche che appaiono su di esse, sono atte ad affermare la necessità della gerarchia, perché se è vero come è vero, che le donne e gli uomini del pianeta hanno tutti uguale dignità, è pur vero che lo svolgimento ordinato e civile della società umana richiede diversità di funzioni e quindi di responsabilità, diversità che a sua volta esige l’accettazione della gerarchia nell’espletamento dei vari servizi”. Marra precisa inoltre che a Malta si occupa “del tutto lecitamente, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, di rapporti internazionali, favorendo lo sviluppo del mercato globale ed il contatto tra le Nazioni e le imprese commerciali”. Ma non dice che la sua principale attività maltese è quella di ristoratore. Il Parthenope, infatti, è un ristorante che possiede da anni, controllato dalla Summer Sensation Limited, da lui guidata insieme al figlio Manuel, con un capitale sociale di 1200 euro controllato da Elise, di cui è impossibile conoscere i proprietari. Infatti c’è una terza società fiduciaria, la Dixcat Group Limited, che ha sede alle isole di Man. Resta da capire perché un ristorante da “pizza e birra a 10 euro” sia protetto da una così fitta rete di ingegneria fiscale.

Ma c’è un altro mistero maltese che gira attorno a Marra: l’Himu, il ristorante di proprietà di un’altra società, la Bufala Limited, che fa capo a Marra insieme ad altre persone. Non si capisce perché Catello risulta essere il direttore fino a pochi mesi fa, quando fu effettuato un aumento di capitale da 1200 a 360mila euro. Anche questo molto strano per pochi metri quadrati, dove si può bere un bicchiere di vino o mangiare della mozzarella di bufala, che può anche essere mangiata a casa consegnata da un tre ruote che implementa gli affari. Gli italiani sull’isola dicono che gli affari non vadano affatto male per il locale, ma, chiedendo di Catello Marra, i ragazzi dietro al bancone possono giurare di non conoscerlo affatto, pur lavorando da mesi nel locale. (L’UNICO)

Lascia un commento

commenti