Marra, oltre alla corruzione un giro di affari a Malta

Per Marra la vicenda giudiziaria non finirà con il rito abbreviato del 25 maggio. A suo carico una serie di affari finanziari a Malta scoperti dalla Banca d'Italia

L’indagine della Procura della Repubblica su Raffaele Marra, ex capo del personale in Campidoglio e da dicembre in carcere per l’accusa di corruzione, non si esaurirà il 25 maggio prossimo, giorno in cui insieme con l’imprenditore Sergio Scarpellini sarà processato con rito immediato dalla seconda sezione del Tribunale. L’accusa come è noto deriva dal fatto che Marra ha ricevuto da Scarpellini una somma di denaro con la quale acquistò poi un immobile nella zona dei Prati Fiscali.

Restano però all’esame della Procura di Roma una serie di situazioni che si riferiscono all’attività di Marra a Malta. Qui dal 2015 si è trasferita la famiglia di Marra e la Procura di Roma con una rogatoria internazionale che al momento non ha avuto alcuna risposta ha chiesto alle autorità maltesi una serie di informazioni che si riferiscono all’attività e agli affari dell’ex capo del personale del Campidoglio. Mentre si attende la risposta, a disposizione della Procura ci sono gli esiti di accertamenti finanziari fatti dall’unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia. Accertamenti che hanno evidenziato “alcuni prelievi di contanti effettuati con carta di credito intestata a Marra presso bancomat maltesi” e che “su un suo conto presso Barclays a lui intestato – rileva l’Uif – è pervenuto il 5 agosto 2013 un bonifico estero di 4 mila euro da un conto presso istituto maltese che pare riconducibile a Catello Marra, fratello di Raffaele”. L’Uif ha poi individuato “alcune operazioni di compravendita e di leasing su imbarcazioni, concluse da Marra a partire dal 2011, ancora in corso di analisi. In particolare, fra il 2011 e il 2013, sono stati riscontrati sullo stesso conto intestato a Marra addebiti mensili per pagamenti di canoni a favore della Compagnie Generale de Location d’Equipments Sa e della SGB Finance, società francesi attive nei settori di leasing e finanziamento nautico appartenenti al gruppo Societè Generale”. Sul rapporto “finanziario” con Malta ha parlato lo stesso Marra nel corso dell’interrogatorio di garanzia svolto il 20 dicembre scorso nel carcere di Regina Coeli. “Ho una sola relazione bancaria su Malta – aveva detto l’ex capo del personale del Comune –, ho un conto corrente acceso presso la Bank of Valletta su cui sono depositati mille euro, aperto in occasione di una richiesta di un mutuo per l’acquisto di una abitazione. Penso che anche mia moglie ne abbia uno presso istituto bancari della Valletta”.

“Mi fa piacere che il processo arrivi a rito abbreviato perché non riguarda M5S, ma Marra e Scarpellini e spero che quel signore faccia i nomi di chi ha finanziato” in tutti questi anni. Così il vicepresidente della Camera M5S Luigi Di Maio ha commentato ad Agorà su Rai 3. Pur considerando la scelta di Marra un errore riconosciuto del passato, Di Maio sottolinea che era stato chiesto di rimuoverlo dall’incarico. “Marra e Romeo – ha poi aggiunto – erano dipendenti di Roma capitale e lavoravano anche con Marino e Alemanno. Gli errori si faranno sempre, come gli altri. Bisogna capire se questi sono in malafede o buonafede. Questo è in buonafede sennò avremmo chiesto la rimozione della sindaca”, ha assicurato Di Maio. Alla replica che però Marra si muoveva come un vero e proprio ‘spin doctor’, Di Maio ha sorriso: “credo che molti spin doctor si siano offesi”. (L’UNICO)

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