Matrimonio all’italiana

Qualcuno ne aveva preconizzato il fallimento. Qualcun altro ne preconizzava una lunga e benefica durata nell’interesse del Paese tutto. Invece è miseramente ed improvvisamente fallito. Contrasti, incertezze, dinieghi ne hanno caratterizzato la breve ma intensa vita. In tutto questo, la colpa mediaticamente indicata non poteva che essere di Matteo Salvini, reo di aver d’improvviso riportato il paese ai soliti fasti di crisi da Prima Repubblichetta. Ma, a ben vedere, le cose non stanno proprio così.

Chi, nel governo giallo-verde ha sempre tentennato, cincischiato, avuto atteggiamenti di incerto e contraddittorio attendismo, sono stati proprio loro, i tanto acclamati quale forza di cambiamento Cinque Stelle. I continui no a tutti i costi, dal taglio delle tasse, alle opere pubbliche, dalla sicurezza all’invasione “migratoria”; sino all’ultima, indegna boutade del voto in Commissione Europea alla Van den Lynden, tanto caldeggiata dai soliti noti franco-tedeschi. Tutto questo non poteva non far saltare la pazienza neanche a Giobbe. E Salvini, umanamente parlando, di pazienza ne ha dimostrata anche troppa.

Certo, la crisi innescata nel pieno delle ferie estive ha lasciato l’opinione pubblica disorientata e ancor più invelenita. A metter benzina sul fuoco, il varo dell’ennesimo esecutivo non eletto dal popolo, alla faccia di Piattaforme, Democrazie Dirette e di tutte le altre belle parole dai nostri Cinque Stelle vomitate a profusione in tutti questi anni. Stavolta però le cose debbono cambiare. La Lega ora assume sempre più la valenza di unico movimento trasversale in grado di farsi interprete di quelle istanze di cambiamento, di cui il nostro Paese, ora più che mai, necessita urgentemente. È ora che, senza più attendere, ci si prepari a prendere direttamente in mano le redini del Paese, alla faccia di governicchi, compromessi arrangiaticci e colpi di mano.

Che non pensino questi signori di poter governare e decidere impunemente, senza il consenso della volontà popolare. E su questo, statene pur certi, non vi sarà da parte nostra, tentennamento o ripensamento alcuno.

Umberto Bianchi

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Umberto Bianchi
Giornalista, opinionista ed editorialista, prolifico autore di scritti di poesia, oltre ad essere impenitente “motorbiker” e giramondo, Umberto Bianchi (1960),è specializzato nella pubblicazione di saggi e di analisi su tematiche che spaziano dalla politologia all’economia, giungendo a toccare la riflessione filosofica e lo studio delle varie correnti del pensiero esoterico. Direttore del Quotidiano “on line” di ispirazione sovranista, “L’Unico”, è stato collaboratore di lungo corso del quotidiano "Rinascita" e del periodico "on line" "Il Fondo/Magazine di Miro Renzaglia", presso i quali ha pubblicato la maggior parte dei propri saggi, altresì reperibili presso il catalogo di "Arianna Editrice": Ha anche scritto sulle pagine del periodico “Il Ribelle” di Massimo Fini, oltre ad aver precedentemente collaborato con "Orion" ed "Il Giornale d'Italia". Nel 1999 crea il sito www.ripensareilpensiero.it, (ora sostituito dal presente “Il Pensiero Antagonista”) e nel 2005 ha dato alle stampe, per i tipi di "Nuove idee" "Alle origini della Globalizzazione/ Per una revisione del pensiero". Ha pubblicato i propri saggi anche sulle pagine della rivista on line “Scuola Romana di Filosofia Politica” diretta ed animata dal Prof. Giovanni Sessa e nell’Ottobre 2011, inoltre, prende parte alla stesura del libro-manifesto “Per una Nuova Oggettività/Popolo-Partecipazione-Destino”, a cura della Heliopolis Edizioni, con il saggio “Post Modernità e Nuova Oggettività”. Nel Novembre 2014, sempre per i tipi della Heliopolis Edizioni, ripete l’esperienza della partecipazione alla stesura di un’altra antologia, “Non aver paura di dire…”, con il saggio “Elogio della Moto Avventura”. Nel 2015 pubblica , per i tipi della Carmelina Edizioni, il saggio “Il fascino discreto dell’Occidente”. Relatore in numerose conferenze e convegni, a partire da quelli organizzati e realizzati con grande frequenza e partecipazione di pubblico sia dal “Movimento Tradizionale Romano”, che da “Pietas”, passando anche attraverso la partecipazione, sempre nel ruolo di relatore, ad alcuni eventi di taglio meta politico, organizzati da “La Destra”. Al momento, oltre a continuare a pubblicare sulle pagine de “L’Unico”, collabora con la rivista on line “Ereticamente”, presso la quale ha pubblicato altri saggi, alcuni dei quali, riguardanti le vicende del cosiddetto “Gruppo di Ur” e la dottrina Ermetica, di taglio prettamente esoterico. Tutti quegli spunti necessari a poter effettuare analisi nei settori dell’economia e della finanza, sono, invece, frutto di una trentennale esperienza lavorativa quale operatore del mercato assicurativo e finanziario, accompagnata ad una profonda conoscenza dei meccanismi del settore principalmente in Italia, con l’esperienza di stage di lavoro in America Latina (Argentina e Brasile). Tuttora, Umberto Bianchi è titolare di un’attività di consulenza tecnico-legale specializzata nel patrocinio stragiudiziale.