Mercato di Ponte Milvio: Rilancio o speculazione? L’ombra dei Tredicine

Residenti ed esercenti si chiedono quale sarà il futuro del massacrato mercato che non è in grado di attrarre indotto. C'è chi parla di cinema multisala e mega palestre o addirittura di locali notturni. Pronto esposto in Procura 'per truffa'

di Riccardo Corsetto
Virgin? Eataly? Cinema Multisala? Spazio polifunzionale? Piazzetta food and beverage? Negli ultimi tempi i residenti di Ponte Milvio e gli avventori del mercato rionale di via Riano ne hanno sentite un pò di tutti i colori. A distanza di qualche anno dal trasferimento del mercato da viale Tor di Quinto all’attuale posizione il malumore degli esercenti è arrivato alle stelle (e ai 5 Stelle) mentre i guadagni sono crollati. Quelli alle stalle. Le motivazioni sono varie e arcinote: inutile ripeterle. Difficoltà di posteggio, il flusso di via Riano non regge il confronto con Viale Tor di Quinto. Il nuovo mercato, nell’architettura estetica, compete peraltro con i padiglioni cimiteriali di Prima Porta. Ma qui a rimanerci sepolti vivi sono gli operatori. Che infatti abbandonano le licenze per scappare. Altro che Bolkestein, si chiama crisi e incapacità di chi amministra. Decine di serrande chiuse negli ultimi anni. Chiavi riconsegnate al Comune con la licenza. Temerari imprenditori che cercano negli ultimi tempi di rilanciare con attività di food and beverage, che consentano magari di tenere vivo l’indotto anche nel pomeriggio. Operazioni ancora troppo timide, anche perché senza l’aiuto concreto del Comune di Roma e del Municipio XV poco possono fare gli addetti, da poco vessati dall’amministrazione a 5 Stelle che poco prima dell’elezione del Sindaco Raggi si era recata al mercato (Di Battista e Virginia a braccetto) promettendo sostegno. Poi sotto l’albero dell’ultimo Natale fu trovato l’aumento del Cosap, ovvero dei canoni sul suolo pubblico.

 

L’AUMENTO DEI CANONI AGLI ESERCENTI DA PARTE DEL M5S

“In pratica pagavamo 400 euro l’anno di occupazione suolo pubblico, adesso qualcuno supera i mille euro.”
Il Comune ha spiegato che l’aumento è giustificato dal fatto che adesso i servizi di manutenzione, pulizia e vigilanza, sono affidati direttamente al comune e non più agli operatori del mercato.

“Servizi – spiega un esercente – che in realtà non ci vengono ancora erogati, e le spese sono ancora a carico nostro. Cornuti e mazziati, dicono a Napoli.”

Intanto proprio in questi giorni l’assessore al Commercio del Municipio XV, Alessia Vivaldi, e la giunta hanno incontrato una delegazione degli operatori, rimasti senza la rappresentanza del presidente, Angelo Zannotti, venuto purtroppo a mancare per malattia ad aprile scorso, e che proprio a gennaio aveva avviato le procedure per una differente destinazione dei banchi inattivi all’interno del Mercato. Allo scopo di un rilancio. ll primo progetto sulle possibilità di utilizzo di tali banchi è stato avanzato dalla Cooperativa Operatori Mercato di Ponte Milvio, con nota prot. CU/2017/56331 del 17/07/17. L’Assessorato Municipio Roma XV con nota prot. CU/2017/62568 del 07/08/2017, ha richiesto al Dipartimento Attività Produttive il Nulla Osta per la realizzazione del suddetto progetto. Con nota prot. QH/2017/49278 del 13/O9/2017 il Dipartimento ha dato riscontro alla richiesta avanzata dal Municipio Roma XV. Ma per procedere al progetto, che prevede la realizzazione di uno “spazio polifunzionale” nel centro del mercato – dove c’è la “rotonda” per chi conosce il luogo – c’è bisogno di delocalizzare alcuni operatori, tra cui uno attivo, il numero 71.  La liberatoria del titolare di licenza del posteggio 71 non è chiaro se si otterrà. Intanto l’UPVAD, Associazione Operatori su Aree Pubbliche Roma Capitale, rappresentato dal Presidente Marco Tredicine, della nota e discussa famiglia che a Roma ha detenuto per anni il controllo delle licenze ambulanti, e che lavora al progetto ha espresso parere favorevole in merito alla riduzione di 4 posteggi all’interno della pianta organica del mercato nonché alla delocalizzazione del posteggio n.71. Stesso dicasi per la Cooperativa Operatori Mercato di Ponte Milvio.

Una collaborazione quella tra la famiglia Tredicine e il movimento 5 Stelle, che già aveva fatto infuriare la base e l’assessore capitolino Meloni, che denunciò al Sindaco Raggi i “regali” – a suo dire, che Andrea Coia, dalla commissione commercio aveva fatto ai Tredicine circa i canoni per la Befana a piazza Navona. Meloni in quell’occasione aveva appellato il collega di partito “Coidicine”.

L’OMBRA DEI TREDICINE ALLERTA ASSOTUTELA E ALCUNI OPERATORI

Qualche operatore la vede diversamente. “Il mercato – potrebbe essere rilanciato – ma c’è l’ambizione di qualcuno di farlo decadere definitivamente, e l’amministrazione in questo sta dando una mano indiretta, per poi rilanciarlo con attività che loro chiamano polifunzionali solo per mascherare attività di food e beverage al traino della famosa movida del quartiere. Dietro sono pronti imprenditori che con la destinazione merceologica tradizionale del mercato non hanno nulla a che vedere, insomma sarebbe il sacco del mercato di Ponte Milvio, già snaturalizzato ai tempi del trasferimento. Qualcuno ricorda che la struttura è di proprietà privata con concessione della parte al piano terra al Comune di Roma, e il primo piano e secondo piano di gestione privata (proprietà della famiglia Caporlingua) a destinazione commerciale. Vedi Trony, fallito e rinato con il subentro di Stefano Caporicci di Euronics. “Ma di questo passo qui resterà un cimitero – racconta un residente – possiamo ambire ad avere un distaccamento di Prima Porta. Forse è quello che vogliono, per poter permettere quindi al privato costruttore di poter affittare magari a un grande marchio di fitness. E credo che sia quello che vogliono ottenere.”

ASSOTUTELA PARTE A GAMBA TESA

Adesso si fa viva la probabilità di un esposto alla procura di Roma,  annunciato da Assotutela e dal suo presidente Michel Maritato, secondo cui “alcuni esercenti del mercato sarebbero (condizionale è d’obbligo) sotto scacco di una cooperativa che, in una ipotetica e presunta associazione finalizzata alla truffa, potrebbe gestire a proprio piacimento l’assegnazione di alcune postazioni all’interno della struttura. Sarà nostra cura – sostiene l’associazione – presentare un esposto alla Procura della Repubblica per il reato di truffa ai danni degli esercenti e del Comune di Roma, affinché si possa fare presto luce su questa ambigua vicenda”.

SIGILLI E SEQUESTRO PER ABUSO

Intanto il tribunale di Roma ha apposto i sigilli di sequestro al banco che recentemente era stato trasformato in ristorante giapponese e successivamente in pasticceria siciliana. Reato presunto l’abuso edilizio per una veranda che secondo i tecnici del Comune non doveva esserci. (L’UNICO)

riccardo.corsetto@gmail.com