Montecitorio, guide turistiche in piazza contro deregolamentazione categoria

Le guide turistiche chiedono una legge di riordino che stabilisca criteri per garantire la preparazione e la professionalità della categoria e affinché il patrimonio artistico e monumentale delle città italiane sia difeso e promosso

Le guide turistiche sono di nuovo in piazza a Roma “per la tutela della propria professione e del patrimonio culturale italiano, messi a rischio da atti legislativi errati e da sentenze di tribunali amministrativi”. Il Coordinamento nazionale guide turistiche spiega in una nota che “manca totalmente una legge di riordino sulla professione. Ciò determina un grave vuoto che porterà alla concorrenza sleale in campo lavorativo e sociale, con un abbassamento della qualità delle prestazioni e dei compensi, favorendo solo gli interessi dei Tour Operator”.

Per questo, le guide del Coordinamento, che include la maggior parte delle associazioni e del sindacato di categoria, vedono “rischi seri” per l’esercizio della loro professione: “Diminuzione notevole del lavoro per le guide, calo di introiti per le loro famiglie, aumento dell’abusivismo, ma anche enorme diminuzione del gettito fiscale per le casse dello Stato”.

“Siamo in piazza per protestare contro il continuo e sistematico tentativo di deregolamentazione della professione” dice ad askanews, Patricia Fogli, una guida presente alla manifestazione in piazza Montecitorio. Le guide, chiedono “una legge di riordino che stabilisca criteri seri e omogenei su tutto il territorio italiano, per garantire la preparazione e la professionalità delle guide. Una legge che fondi le proprie radici sulla peculiarità del nostro paese e sulla tutela e valorizzazione dei nostri beni culturali” si legge ancora nella conta del Coordinamento che sollecita infine “controlli e sanzioni contro l’esercizio abusivo della professione, chiunque lo eserciti, per arrestare fenomeni di elusione ed evasione”.

“In Italia, unica al mondo per ricchezza e varietà dei Beni culturali, alle Guide Turistiche -fa notare- è richiesta una elevata competenza data, oltre che dallo studio e dal continuo aggiornamento, anche da esami rigorosi di abilitazione alla professione. Per questo motivo, la ‘guida nazionale’, così come concepita dalla legge 97 del 2013, non può essere una soluzione condivisibile. In Italia, le competenze sulla specificità territoriale sono un valore, non possono essere viste come un ostacolo”.

”Non si vuole chiudere -avverte il Coordinamento- le porte alla concorrenza, anzi, si richiedono solo pari competenze e pari condizioni fiscali per chiunque voglia svolgere questa professione, da qualsiasi paese provenga. Chiediamo una legge di riordino che stabilisca criteri seri e omogenei su tutto il territorio italiano, per garantire la preparazione e la professionalità delle guide. Una legge che fondi le proprie radici sulla peculiarità del nostro paese e sulla tutela e valorizzazione dei nostri beni culturali”.

“Chiediamo che -rimarca- il ministero si attivi subito con una norma transitoria fino all’emanazione di una nuova legge di riordino. Un vuoto normativo determinerebbe incertezza con conseguenze imprevedibili. Inoltre, i controlli e sanzioni contro l’esercizio abusivo della professione, chiunque lo eserciti, per arrestare fenomeni di elusione ed evasione”.

“Le guide turistiche hanno una specificita’ professionale, legata strettamente al patrimonio culturale italiano, che deve essere pienamente valorizzata. L’Avvocatura dello Stato, su richiesta del MiBACT, ha gia’ depositato l’impugnativa alla sentenza del Tar sui decreti ministeriali che istituiscono le guide turistichespecialistiche. Auspichiamo che il Consiglio di Stato si esprima nel piu’ breve tempo possibile e colga le peculiarita’ della situazione e della professione in esame, che non e’ assimilabile ad altre categorie”. A dirlo e’ Dorina Bianchi, Sottosegretario al Turismo.

“Il nostro obiettivo – aggiunge – e’ tutelare leguide turistiche nella maniera piu’ opportuna. E’ necessario operare un bilanciamento e un contemperamento tra la libera circolazione dei lavoratori e la tutela del nostro patrimonio culturale, storico e artistico”. E conclude: “Per questo, nei prossimi giorni, convocheremo le Regioni per affrontare in maniera sistematica la questione. A seguire, incontreremo le associazioni di categoria per fare anche con loro il punto e recepire le diverse istanze per giungere a una mediazione ragionevole”.

“La gestione di alcuni monumenti, a Roma e in Italia, è vergognosa. Il ‘metodo Colosseo’ prevede una gestione privatistica di un monumento nazionale da parte di una cooperativa rossa associata al gruppo Mondadori che rende la vita impossibile alle guide turistiche abilitate che si trovano a pietire il diritto di accesso. Il monumento simbolo della capitale è gestito, con un’unica gara dal 1998, in perenne e illegale regime di prorogatio. Abbiamo presentato molte interrogazioni e, inascoltati dal governo, una denuncia alla magistratura, visto che la procedura è in evidente contrasto con le raccomandazioni dell’Agenzia nazionale Anticorruzione”. Questo è quanto ha dichiarato, invece, il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli, partecipando alla manifestazione delle guide turistiche davanti a Montecitorio.

“Ma l’aspetto sul quale le guide ci troveranno sempre al loro fianco è relativo alla valorizzazione del ruolo delle guide turistiche italiane che abbiano una specificità locale e tornino a essere una professione e non un servizio. Atti legislativi sbagliati e sentenze di tribunale mettono a rischio un’eccellenza italiana, che può avere un grande valore culturale ma anche economico. È ora di realizzare una legge di riordino che sbarri la strada a quell’impronta liberista dettata dalla Ue che, come al solito, tende a consegnare il settore a grandi operatori come i tour operator, per colpire il libero lavoro autonomo e penalizzare un comparto italiano consentendo a migliaia di guide straniere di venire ad esercitare a casa nostra. Il patrimonio artistico e monumentale delle città italiane deve essere difeso e promosso unitamente alle guide turistiche italiane”.

“Salviamo leguide turistiche italiane dalla direttiva Ue Bolkestein che, facendole rientrare nel settore Servizi, rinnega la loro professionalità e le omologa ad altre figure dei Paesi europei che hanno qualifiche e standard formativi di gran lunga inferiori a quelli italiani. Una normativa europea che accontenta le lobby dei grandi tour operator che vogliono venire in Italia a sfruttare le nostre ricchezze pagando quattro soldi i lavoratori e umilia la professionalità e il know how del Made in Italy, il cui valore aggiunto è dato proprio dal legame con il territorio. E pertanto va riconosciuto e pagato adeguatamente”. Ad affermarlo in una nota congiunta sono i parlamentari del M5S Mattia Fantinati e Roberto Cotti, che hanno raggiunto leguide turistiche che protestavano in piazza Montecitorio.

“Apprendiamo che il Pd -rilevano- ha promesso alle guide turistiche una nuova legge o un decreto. E’ inutile fare annunci quando si è costretti dalle proteste che ti raggiungono davanti al Parlamento. La verità è che il problema andava e va risolto lì dove è stato creato: in Europa. Bisogna infatti inquadrare le guide turistiche, come già fatto con altre figure professionali, non all’interno della direttiva Ue sui Servizi Bolkestein ma in quella sulle Professioni”. In questo modo, aggiungono, “chi dall’estero vorrà lavorare come guida turistica nel nostro Paese non potrà limitarsi ad un semplice corso formativo di circa 30-35 ore ma dovrà rispettare lo stesso percorso formativo e le stesse modalità di accesso alla professione delle guide italiane. Era una cosa così difficile per il Governo da far valere in Europa?”, concludono. (L’UNICO)

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