Museo di Roma: Vivian Maier, la sconosciuta che ha raccontato un mondo

La mostra ricostruisce il lavoro di una donna il cui genio ha sorpreso il mondo artistico per la capacità di cogliere i momenti, i particolari, la luce e le sfumature. Tutto questo nonostante fosse “Tata di mestiere" e realizzò tutti i suoi scatti pur senza una formazione specifica

Oltre centomila fotografie, e mentre venivano scattate la gente per le strade non se ne rendeva neanche conto. Ma a poco a poco, grazie agli scatti si componeva con quei soggetti inconsapevoli il ritratto di una intera società. Dietro l’obiettivo c’era Vivian Maier, l’artista che morì sconosciuta senza che nessuno si accorgesse del suo talento. Roma le rende omaggio con la mostra retrospettiva dal titolo: Vivian Maier. Una fotografa ritrovata. Al Museo di Roma in Trastevere fino al 18 giugno

Vivian non mostrava le sue foto a nessuno. Ma seppe ritrarre la vita degli americani del dopoguerra, fermata sulla pellicola nei gesti e nelle occupazioni del quotidiano.

La mostra ricostruisce il lavoro di una donna il cui genio ha sorpreso il mondo artistico per la capacità di cogliere i momenti, i particolari, la luce e le sfumature. Tutto questo nonostante fosse “Tata di mestiere”, ma solo “fotografa per vocazione”, e realizzò tutti i suoi scatti pur senza una formazione specifica. E senza mentori o relazioni professionali.

Dal 17 marzo al 18 giugno l’opera di Maier è in mostra al Museo di Roma in Trastevere con 120 fotografie in bianco e nero realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta insieme a una selezione di immagini a colori scattate negli anni Settanta, e ad alcuni filmati in super 8 che mostrano come l’autrice si avvicinasse ai suoi soggetti.

New York e Chicago, le città in cui ha vissuto, sono ritratte con uno sguardo curioso e attratto da piccoli dettagli come pure dalle imperfezioni. Foto di bambini, di anziani, della vita che le scorreva davanti agli occhi per strada. Tutto grazie alla Rolleiflex che portava sempre con sé con la quale ha scattato anche molti autoritratti. Forse per presentarsi oggi a quel pubblico che in vita non volle, o più probabilmente non poté, avere accanto nel suo percorso d’artista.

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, prodotta da diChroma Photography, realizzata da Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, e curata da Anne Morin e Alessandra Mauro.

Lascia un commento

commenti